Il mio posto felice

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WpMetadataNoticeLast published Thu, Jun 18, 2020
Dal capitolo 4: Sospiro. Tremo anche mentre respiro. Un capogiro. L'aria. Aspiro ossigeno. Nella testa parole sconnesse. Sempre le stesse. Tutte uguali. Come le gocce di pioggia. Come piovesse. Frasi che non pronuncerò mai. Che cadono nella mia testa e allagano. Come un'alluvione. Un mondo. Distrutto. Frantumato. La distruzione si dilaga per le strade come un virus pronto ad attaccare. Le persone. Ne rimangono solo frammenti impercettibili. Devastate. Impaurite. Ma non Ethan. O dovrei chiamarlo Luca. No Ethan. Lui non è distrutto. Lui... Non è vero. È ridotto a pezzi minuscoli di quello che era. Invisibili. Quasi inesistenti. Ma non ha paura. Lui è forte. Può superare tutto. Non scherziamo. Un'altra bugia. Lui è spaventato a morte. Piange. Grida. Non sopporta quella sua inutile esistenza. Ma almeno è sano di mente. Non ha il cuore spezzato. O forse sì. È malconcio. Devastato. La sua anima evapora in gocce di sangue amaro. Ma non importa. Lui non mostrerà mai la sua debolezza. La sua umanità. Preferirebbe morire che sembrare uno squallido bambino piangente. Che sembrare esangue. Preferirebbe morire che affezionarsi e soffrire ancora.
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«Ci sono verità che non si possono seppellire. Nemmeno sotto terra. Nemmeno col sangue.» Alexa ha lasciato la sua città d'infanzia con le ossa rotte e il cuore pieno di silenzi. Un anno prima, suo fratello Brian è morto in un incidente. Un incidente che puzzava di bugie. Di cose non dette. Di qualcuno che sapeva troppo e ha parlato troppo poco. Nel tentativo di ricominciare, Alexa si trasferisce. Nuove mura, nuovi volti. Ma la verità ha l'abitudine di seguirti ovunque, soprattutto quando non vuoi guardarla in faccia. E tra i corridoi scoloriti della sua nuova vita, incontra i Breakbones: quattro ragazzi usciti da un riformatorio con negli occhi tempeste e cicatrici che non si curano col tempo. Ma è Jackson, silenzioso e sfuggente, a farle tremare davvero il petto. Nessuno sa perché fosse lì dentro. Lui meno di tutti. Poi arrivano i messaggi anonimi. Gli incubi che somigliano troppo alla realtà. I sospetti che tornano a battere sotto pelle. Il sangue che chiama altro sangue. E Alexa capisce che il passato non è finito. Non ancora. Una storia che parla di dolore, fratellanza, vendetta e amore nascosto sotto mille strati di rabbia. Una storia in cui la famiglia non è chi ti cresce...ma chi resta, anche quando tutto brucia. «E se la verità uccide, allora io voglio morire sapendo.» Leggi, se hai il coraggio. Questa non è una storia qualsiasi. È una ferita aperta che pulsa ancora. WARNING: questa storia tratta di tematiche particolarmente sensibile come autolesionismo, dca, tentato suicidio, descrizione di scene esplicite, violenza e linguaggio volgare. Se siete deboli di stomaco, cambiate storia. Altrimenti allacciate le cinture e andiamo insieme nel mondo dei miei personaggi!

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