Fin da piccoli ci insegnano a separare il bene dal male.
Ci dicono cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ci dicono che ci sono cose da femmina e cose da maschio, che ci sono atteggiamenti che possiamo avere e certi che dobbiamo lasciare al sesso opposto. Ci dicono che esiste il bianco ed esiste il nero, ma che non esistono sfumature. Ci dicono che esistono l'acqua, il fuoco, il vento, la terra, e che ogni persona è associata a uno di questi elementi naturali.
Ci dicono che esistono varie categorie di ogni singola cosa, che ci sono vari tipi di persone al mondo, e ognuno di noi viene catalogato in una di queste.
E se io non fossi solo bianco o
o nero? Se fossi bianco, con chiazze nere, se fossi grigio, se fossi un giorno un colore, poi l'altro, cosa accadrebbe? Cosa accadrebbe se io non appartenessi a nessuna categoria? E se io non fossi soltanto una persona timida, se fossi anche estroversa e poi di nuovo riservata, se poi fossi solare, se mi piacesse la compagnia e altre volte invece no? Cosa accadrebbe se io non fossi sempre debole? E se non fossi sempre forte? Se non piangere mi rendesse tale, allora non dovrei farlo?
E se io fossi vento, tempesta, tormenta? Se fossi anche acqua, magari una cascata, se fossi impetuosa, e poi tranquilla come un ruscello, cosa accadrebbe? E se fossi fuoco mi spegnerei? O continuerei a bruciare nonostante l'acqua che scorre, sulla mia terra? Se anche la terra facesse parte di me? Se io non facessi parte di niente, se fossi entrambe le opzioni, se non ci fosse un posto per me, una sezione in cui collocarmi, sarei niente o sarei tutto?
Fin da piccoli ci insegnano che le differenze sono nette e che tutto è diviso in realtà diverse, che unite tra loro, portano solo al caos. E se io fossi il caos, e se il caos mi portasse pace, se quest'ultimo fosse la mia condanna e anche la mia salvezza, dove sarebbe il mio posto?
Potrei, comunque, far parte di qualcosa?
Dal testo:
Cambiò improvvisamente tono e si mise a guardare in alto. - Non trovi che sia inaccettabile il fatto che da qui non si possano vedere le stelle?
Corrugai la fronte e mi girai a guardarlo.
Cosa c'entravano le stelle?
- Voglio dire, tutte queste luci della città non fanno vedere proprio niente - continuò con un'espressione imbronciata sul viso.
Sorrisi spontaneamente.
- Ti piacciono le stelle, Liam?
- Da morire. Lo spazio mi ha sempre affascinato. Pensa quanto siamo piccoli in confronto all'universo che c'è intorno a noi. Il nostro pianeta è come un granello di sabbia nel deserto - rispose lui con fare assorto.
- Che pensieri filosofici - dissi ridacchiando.
Rise. - Beh, però se ci pensi è vero.
Annuii, sovrappensiero.
Perché eravamo arrivati a quel discorso?
- A te piacciono le stelle? - mi chiese lui.
- Sì - risposi. - Mi hanno sempre dato un senso di pace.
- Bene, allora è deciso - disse Liam strofinandosi le mani.
- Cosa? - chiesi, non capendo.
- Un giorno ti porterò in un posto dove le stelle si vedono alla perfezione.
Risi scuotendo la testa. - Tu sei pazzo.