Riflessioni dalla quarantena

Riflessioni dalla quarantena

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WpMetadataReadMaduroConcluída sex, jul 3, 2020
E' stata dura: essere rinchiusi per più di 90 giorni tra le mura di casa, con il mondo alla portata di una mano, alla portata di un respiro e non poterlo toccare, non potersi lasciar inebriare dal suo odore. E' stata dura: dover trovare il modo di impiegare il tempo, pur di mantenere una presa sulla vita che fosse salda. E' stata dura: doversi re-inventare, prede di una solitudine violenta perché imposta, perché necessaria. Eppure ci ho provato. Ho preservato la mia presa sul mondo, l'ho estesa, rendendo proficuo il mio tempo, annaffiando un seme (che, da tempo, avevo dentro) e permettendogli di germogliare. Ho letto, studiato, ricercato. Mi sono messa in discussione fino a raggiungere una consapevolezza tale da volerla condividere. Perché, alla base di ogni rapporto umano, c'è questo: la condivisione. Quanto leggerete, non è altro che uno dei frutti nati dalla quarentena - un tempo in cui ho deciso di prendermi cura di me, dedicandomi a tutte quelle cose del mondo che mi affascinano, nel bene e nel male. Buona lettura.
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"Naturas expelles furca" recita un verso di Orazio. "Potrai scacciare la natura con la forca." Iole, purtroppo, sa bene che in queste poche parole si può riassumere tutta la sua vita: sempre la stessa ansia di vivere o di lasciarsi morire, sempre le stesse persone da cui fuggire o in cui rifugiarsi, sempre gli stessi pensieri capaci di imprigionarla o di liberarla... un brulicare di sensazioni che la lasciano in stasi, congelata in un oceano di pensieri torbidi che sarebbero capaci di affogarla, se solo non fosse diventata così brava ad annaspare sul pelo dell'acqua. È la vita, si dice di tanto in tanto. Sono solo i vent'anni, altre volte. Passerà, è il pensiero finale. Ogni tanto bastano queste tre frasi per far tornare tutto normale, o almeno abbastanza da farla sentire come il resto del mondo in cui è immersa; le permettono di scivolare in quella realtà frivola, leggera, che pare essere tipica del mondo universitario, in cui l'unico problema è l'esame da dare il mese successivo o decidere come vestirsi per l'uscita di sabato sera. Ma poi torna a incrociare quello sguardo, a ricordare quelle mani per sentirsi di nuovo crollare e rinascere, in un continuo ciclo senza alcun senso di alti e bassi che porterebbe alla pazzia un sano di mente. Mai avrebbe immaginato che per uscire da quell'impasse di ansia e noia sarebbe bastata una piccola idea, una di quelle capaci di colpirti in testa come una tegola, talmente ridicola da sembrare addirittura sensata. "Potresti uscire con me, di tanto in tanto." *** Storia vincitrice dei Wattys 2020 nella categoria New Adult ✨

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