Come in una gabbia

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WpMetadataReadConcluida mié, jul 15, 2020
Martina, pediatra in un'ospedale nella periferia di Milano, non può chiedere di meglio: ha un lavoro che le piace e una figlia che adora. Quando arrivano i primi malati di Covid-19, un nuovo ceppo di coronavirus, sarà costretta a prendere decisioni difficili. Dovrà inoltre lavorare con Roberto, il suo ex marito con il quale ha divorziato due anni prima...
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2020, l'anno del Coronavirus, della pandemia globale. Tutto il mondo si è come fermato, cristallizzato intorno a questa unica e universale preoccupazione. Tutto il mondo, ma forse io rientro nell'eccezione. Ho 23 anni, studio psicologia e negli stessi giorni in cui tutto questo comincia, inizia anche la mia storia con un ragazzo. L'inizio della mia storia è incredibilmente e sfortunatamente seguito dalla preoccupazione e dall'apprensione per l'arrivo anche in Italia del tristemente noto virus. Il normale «uscire insieme» si trasforma subito in un «stiamo a casa insieme», creando una situazione paradossale e fuori dagli schemi. Il primo appuntamento si traduce in un aperitivo arrangiato sul balcone di casa, il primo tenersi per mano viene anticipato da una passata di disinfettante e il primo bacio viene subito seguito da rassicurazioni sulla certezza di non essere venuti a contatto con nessuno contagiato dal Covid-19. Decido di sfruttare questo periodo di «arresti domiciliari» per lanciarmi in qualcosa di diverso: riempito lo zaino di T-shirt e tute, autocertificazione alla mano e mascherina indossata, saluto mia madre e il mio barboncino Artù e parto per il mio viaggio.

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