Dalla terra al Cielo

Dalla terra al Cielo

  • WpView
    LETTURE 238
  • WpVote
    Voti 129
  • WpPart
    Parti 7
WpMetadataReadIn corso
WpMetadataNoticeUltima pubblicazione mer, lug 29, 2020
Questo è per te, Eva. Un filo di memorie che iniziano con la scoperta di averti nel mio grembo. Un filo che, al bisogno, ti conduca fuori dal labirinto della tua vita, perché la vita è sempre come un labirinto in cui si rischia di perdersi. Un filo che ti riporti alle radici, alle origini, all'essenza. Non io ti ho dato la vita, ma Dio. Di lui ti parlerò ogni volta che parlerò a te e a me, di te e di me, di noi. Ti consegno le radici perché ti aiutino a germogliare. Ricorda, non si parte mai dal tetto a costruire, è dalle fondamenta che si costruisce una casa e le fondamenta attecchiscono alla terra. Se si parte dalla terra, allora, si può arrivare al cielo. Ti Amo Mamma
Tutti i diritti riservati
#15
eva
WpChevronRight
Entra a far parte della più grande comunità di narrativa al mondoFatti consigliare le migliori storie da leggere, salva le tue preferite nella tua Biblioteca, commenta e vota per essere ancora più parte della comunità.
Illustration

Potrebbe anche piacerti

  • ERROR 404
  • Racconto di un'aspettativa - storia normale, di normale PMA
  • Il vero nome della felicità
  • " il cammino verso di te"
  • Babysitter Adventure•magcon•
  • Io c'ero
  • Pensieri Fioriti
  • Beyond Us
ERROR 404

Questo libro è una sorta di autobiografia, ma non nel senso classico. Non parlo direttamente degli eventi della mia vita, ma delle emozioni che ho provato nel viverli. È un viaggio attraverso i pensieri più bui, le sensazioni più pesanti, i momenti in cui tutto sembrava crollare senza motivo apparente. Parlo di disturbi reali, di dolore reale, ma anche di confusione. Non so se tutto ciò che ho vissuto abbia un nome clinico. Non ho diagnosi scritte su carta, ma ho sintomi che si sentono sulla pelle, nella testa, nello stomaco. Questo libro è per chi si è sentito sbagliato, rotto, fuori posto. Per chi mangia troppo o non mangia affatto. Per chi si guarda allo specchio e si odia. Per chi si è fatto male con le sue stesse mani, o con i suoi stessi pensieri. Per chi passa da una dipendenza all'altra. Per chi non sa bene cosa ha, ma sa che qualcosa non va. Scrivo per non impazzire. Scrivo perché magari, tra tutte queste parole, qualcuno si ritrova. E si sente un po' meno solo. E forse anche io.

Più dettagli
WpActionLinkLinee guida sui contenuti