Infernal love

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WpMetadataNoticeLast published Sun, Nov 11, 2018
#90 in paranormale Mi hai incantata con i tuoi occhi ... E questo è un male. Seira viveva una vita tranquilla, fino al suo arrivo. Quando viene presa da lui, si ritroverà in un mondo spaventoso e scoprirà un'agghiacciante verità. Trasportata in una guerra senza eguali, dovrà scegliere tra la sua umanità e lui, lei è l'unica a vedere qualcosa di diverso. Ma ci si può innamorare di una creatura così mostruosa? ---------------------------------------------------------- PARTE DI UN CAPITOLO: Osservo il suo viso non riuscendo a distogliere lo sguardo. Guarda di fronte a sé serissimo stringendomi tra le sue braccia, avanza verso i demoni i quali supplicano per la loro vita Senza fiatare li supera ... All'improvviso delle grida strazianti echeggiano nelle mura, mi giro e dove prima c'erano quelle bestie assetate del mio sangue adesso c'era solo ... cenere. Quelle urla strazianti erano riuscite a mettere a tacere l'intero Inferno, perché adesso l'unico rumore che si udiva era il suono dei suoi passi. Era bastato un suo solo sguardo per mettere la parola fine alle loro vite.
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#25
paradiso
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Serrise era il luogo in cui ero nata e cresciuta, o almeno così avevo creduto per i primi cento anni della mia esistenza; la Città Celeste era una delle poche e caratteristiche costruzioni che conoscevo di Shattevel, il nostro mondo, e questo perchè gli Arcangeli erano delle creature estremamente territoriali e protettive, ma a mia discolpa potevo affermare di aver letto moltissime storie nella biblioteca dell'Accademia, così tante, che più e più volte mi ero ritrovata a sognare angeli in armatura scintillante e spade sguainate. E pertanto, così impegnata nella ricerca dell'eroe perfetto tra la mia gente, non mi accorsi che l'eroe della mia storia potessi essere io e il mio complice un vampiro dai canini affilati, lo sguardo vermiglio screziato di grigio, uno spiccato senso dell'umorismo ed una super tendenza al narcisismo. Un uomo appartenente al popolo che mi avevano insegnato a disprezzare. Un uomo, che aveva permesso la mia autonoma rinascita.

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