Raccontami di me

Raccontami di me

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WpMetadataReadContenido adultoConcluida mié, sep 30, 2020
Questo è Il ricordo di una estate, perso negli anni novanta, che non svanirà mai nella memoria di Tino e Sverre. Una storia di pochi giorni, consumata tra le colline del Friuli Venezia Giulia, dove il figlio diciassettenne di una orafa e di uno psicologo, ricco di inventiva e voglia di fare, trova se stesso in un uomo che è diametralmente il suo opposto. Inizia tutto con un gioco a rincorrersi e a sfuggire l'uno dall'altro. Un inseguimento durante cui Tino si struggerà per quell'uomo, e si perderà in intricate riflessioni fino a formulare l'"equazione fantasma", ovvero la ricerca di un modo per conquistare Sverre; e scoprirà la semplicità disarmante del risultato. Un risultato sentito, ma mai espresso, perché a volte è vero che «...è più velenoso al cuore ciò che si è taciuto, di quello che è stato fatto o trasmesso...» L'infinito corteggiamento di un giovane introverso, e il continuo negarsi di un adulto giudizioso, potrà mai trovare un punto di incontro? Oppure resterà tutto in sospeso? Chi tra Tino e Sverre spezzerà il silenzio? Indipendentemente dalla spunta "dominio pubblico" decisa arbitrariamente da wattpad (non da me) dopo il reset del sistema della piattaforma avvenuta martedì 6 ottobre 2020, IO NON DO IL PERMESSO DI RENDERE PUBBLICO NIENTE DI "RACCONTAMI DI ME", SE NON DOPO AVERMI CHIESTO IL CONSENSO.
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"Naturas expelles furca" recita un verso di Orazio. "Potrai scacciare la natura con la forca." Iole, purtroppo, sa bene che in queste poche parole si può riassumere tutta la sua vita: sempre la stessa ansia di vivere o di lasciarsi morire, sempre le stesse persone da cui fuggire o in cui rifugiarsi, sempre gli stessi pensieri capaci di imprigionarla o di liberarla... un brulicare di sensazioni che la lasciano in stasi, congelata in un oceano di pensieri torbidi che sarebbero capaci di affogarla, se solo non fosse diventata così brava ad annaspare sul pelo dell'acqua. È la vita, si dice di tanto in tanto. Sono solo i vent'anni, altre volte. Passerà, è il pensiero finale. Ogni tanto bastano queste tre frasi per far tornare tutto normale, o almeno abbastanza da farla sentire come il resto del mondo in cui è immersa; le permettono di scivolare in quella realtà frivola, leggera, che pare essere tipica del mondo universitario, in cui l'unico problema è l'esame da dare il mese successivo o decidere come vestirsi per l'uscita di sabato sera. Ma poi torna a incrociare quello sguardo, a ricordare quelle mani per sentirsi di nuovo crollare e rinascere, in un continuo ciclo senza alcun senso di alti e bassi che porterebbe alla pazzia un sano di mente. Mai avrebbe immaginato che per uscire da quell'impasse di ansia e noia sarebbe bastata una piccola idea, una di quelle capaci di colpirti in testa come una tegola, talmente ridicola da sembrare addirittura sensata. "Potresti uscire con me, di tanto in tanto." *** Storia vincitrice dei Wattys 2020 nella categoria New Adult ✨

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