MY LITTLE ANGEL

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WpMetadataNoticeLast published Sun, Sep 13, 2020
Scrivere è da sfigati ricordalo. Non scrivere. Segnatelo da qualche parte, anzi, che cazzo sto dicendo ricordatelo e basta. Come i suoi baci, ricordali e basta. Perditi in ricordi bui, fai come quando hai il fumo buono, perditi. I ricordi sono come il fumo, entrambi più sono buoni, più ti fanno viaggiare. I tuoi occhi mi fanno viaggiare. Sono romantico di tanto in tanto ma solo per scopare oppure scopare è solo la mia scusa per essere romantico? Lascio a te la scelta. Questo libro è romantico, parla solo di sesso. Ossimoro? No. Come quando io e te siamo a letto e parliamo di sesso, è romantico, no?
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La vita a volte riserva molte sorprese. Anche se tutto va storto ci sarà sempre quella luce che ci salverà da tutto. Ci sarà sempre quel qualcosa per cui lottare. La cosiddetta ragione di vita, è quella che ci spinge a vivere, ad andare avanti. Mary aveva perso la sua luce, anzi forse non ne aveva mai avuta una, era persa nella solitudine, nel rifiuto, nella monotonia di ogni giorno. Però anche per lei arriva il momento di riprendersi in mano la propria vita. Un angelo. Proprio così, un angelo la salva dal ciclo virtuoso in cui era entrata. Non vi resta che leggere. Dal capitolo 1: Decisi di andate al mio "posto segreto". È una vecchia stazione ferroviaria che non viene più usata da anni, così io ci ho creato il mio rifugio. In una sola stanza è racchiuso tutto il mio mondo. L'ho riempita di disegni, foto, alcune frasi che butto giù per sfogarmi, le scarpette di danza che non uso più, e poi un bel po di libri. È semplicemente Mary racchiusa in una stanza. Li dentro sono me stessa. Sempre. Cominciai a camminare a grandi falcate sul marciapiede candido, lasciando impronte che scomparivano non appena si posava dell'altra neve. Mi sentivo tremendamente sola, ma alla fine è così. Siamo tutti intrappolati dentro corpo e mente, e qualsiasi tipo di compagnia ci troviamo, questa sarà solo passeggera e superficiale. Proprio come quel ragazzo laggiù. Sta seduto su una panchina dietro la stazione del treno, a guardare l'ambiente circostante. Le labbra sottili sono bianche e screpolate, i capelli scuri visibilmente scompigliati, gli occhi stanchi di cui non riesco a percepirne bene il colore, gli zigomi sono come scolpiti, ha dei lineamenti perfetti. Il suo respiro si mescola ai fiocchi di neve. Sembra un angelo caduto dal cielo. Storia scritta appositamente per il concorso di @Australia88 Buona lettura Data di pubblicazione: 17/02/2016

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