La mia poesia nasce come un sussurro. All'inizio era un modo silenzioso per dare ordine ai pensieri, per trasformare emozioni confuse in parole che potessero respirare. Scrivevo senza cercare uno stile preciso, lasciando che fossero le esperienze a guidarmi: le cadute, gli amori, le domande senza risposta.
Con il tempo la poesia è diventata qualcosa di più di un rifugio: è diventata voce. Ho imparato ad ascoltare le sfumature, a scegliere le parole non solo per ciò che dicono, ma per ciò che fanno sentire. I miei versi si sono trasformati insieme a me, passando dalla fragilità alla consapevolezza, dalla ricerca alla scoperta.
Oggi la mia poesia è uno spazio libero. Un luogo dove convivono luce e ombra, memoria e desiderio. È il mio modo di raccontare il mondo e, allo stesso tempo, di raccontarmi.
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