Un giorno la vita nitida e perfetta di Marco, brillante avvocato a Milano, colto e raffinato, che ha tutto ciò che un uomo possa desiderare, viene sconvolta dall'irrazionale. Nello specchio, a casa sua, Marco inizia a vedere, in luogo della sua immagine riflessa, una figura mostruosa, che sembra abitare un "mondo" parallelo che si apre proprio oltre la superficie riflettente, un abisso di male e d'abiezione nel quale Marco - suo malgrado - non potrà evitare di fissare lo sguardo. A peggiorare la situazione, il protagonista si accorge che "L'Altro" (questo è il modo in cui la creatura, di forma umanoide, dice di chiamarsi) si palesa non solo nello specchio di casa, ma in ogni superficie riflettente sulla quale lo sguardo di Marco vada a posarsi! Il vetro traslucido di una fermata del tram, la vetrina di un bar o di un negozio, per non parlare - ovviamente - degli specchi, tutti gli specchi, che divengono succursali di quel mondo infero che improvvisamente si è spalancato nella vita di Marco. Preda dell'irrazionale e del mistero, il protagonista dovrà dunque venire a capo di un enigma tanto fisico quanto psicologico; ad aiutarlo, in questa allucinata detection, il suo amico Alex, collega di lavoro dapprima scettico e poi sempre più coinvolto nella vicenda, e uno psichiatra con interesse per il mondo dell'occulto, il dottor Josipovic. Le radici del mistero, infatti, si celano nella psiche del protagonista che, dopo una tormentata vicenda ricca di rivelazioni e di colpi di scena, approderà a una terrificante consapevolezza: sarà in tempo per salvare sé stesso e la propria integrità mentale?
"Non ridargli la scatola o te ne farai padrone, non girare la manovella o lo chiamerai e te ne pentirai.
Laughing Jack non scherza mai"
Alexandra, orfana da quando ne ha memoria, si ritrova, nel bel mezzo della notte, a girovagare per l'orfanotrofio ed entrare nella stanza dei ricordi - luogo in cui ci sono oggetti o giocattoli dei bambini- e trova una lettera indirizzata a lei.
Essa è stata scritta, tempo fà, da sua madre che le chiede di non ridare la scatola ad un certo Jack ed di non girare la manovella caccerà nei guai.
Un giorno, non molto lontano, ritrova tutti i bambini e i ragazzi dell'orfanotrofio uccisi brutalmente davanti ai suoi occhi ed allora girerà disperatamente la manovella che era tanto proibita e pericolosa...
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Tratto dal capitolo:
"Cosa fai?"
"Non si vede? Ti prendo in braccio."
"Si, ma non sono una cazzo di bambina da ormai tanti anni."
"E chi lo ha detto che lo sei?"
"Il tuo sguardo lo dice chiaro e tondo, ti diverte tanto per caso?"
"Molto, e cosa altro dice il mio sguardo?"
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"Fallo Jack."
"Agli ordini!"