
Carlo, 14 anni: "Etichette di ogni tipo, viviamo di etichette: attaccate sui pantaloni, sulle camicie, sulle scarpe e anche sulla fronte. Quello ha l'etichetta che è bello, quella invece che è matta e l'altro ancora che puzza. .. E uno si deve adattare per forza, perché c'è un'etichetta anche per chi Non si adatta quella di "DISADATTATO". Tutto ciò è avvilente, e mi sembra che tutta la mia crescita sarà decidere sotto quale ombrello di etichette andare a finire. Come oggi, quando mia mamma ha detto davanti a tutta la mia famiglia, nonni e zii compresi, un mio più grande segreto che le avevo rivelato: che mi piace Giulia. E così tra una risata e l'altra anche io sono stato etichettato "Innamorato". Finisce sempre così: "Ciascuno è specchio dell'altro e riflette chi passa"; siamo cosi 'FIGLI' non solo dei nostri genitori, ma anche del mondo; con un'unica possibilità, di fare anche noi da specchio, evitando per quando è possibile di rimandare immagini o pregiudizi "Etichettabili".Tutti i diritti riservati
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