"Che etichetta sei ?"

"Che etichetta sei ?"

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WpMetadataNoticeLast published Wed, Oct 8, 2014
Carlo, 14 anni: "Etichette di ogni tipo, viviamo di etichette: attaccate sui pantaloni, sulle camicie, sulle scarpe e anche sulla fronte. Quello ha l'etichetta che è bello, quella invece che è matta e l'altro ancora che puzza. .. E uno si deve adattare per forza, perché c'è un'etichetta anche per chi Non si adatta quella di "DISADATTATO". Tutto ciò è avvilente, e mi sembra che tutta la mia crescita sarà decidere sotto quale ombrello di etichette andare a finire. Come oggi, quando mia mamma ha detto davanti a tutta la mia famiglia, nonni e zii compresi, un mio più grande segreto che le avevo rivelato: che mi piace Giulia. E così tra una risata e l'altra anche io sono stato etichettato "Innamorato". Finisce sempre così: "Ciascuno è specchio dell'altro e riflette chi passa"; siamo cosi 'FIGLI' non solo dei nostri genitori, ma anche del mondo; con un'unica possibilità, di fare anche noi da specchio, evitando per quando è possibile di rimandare immagini o pregiudizi "Etichettabili".
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"era sempre stata lei, anche quando mi ero negato, era lei il mio desiderio nascosto, quello che volevo quando scendeva la notte" (When The Night Comes Down series. Libro 1) Si chiama Aaron Barlow ed è il mio ex vicino di casa. Abbiamo vissuto uno di fianco all'altro fino al terzo anno di liceo e siamo sempre andati d'accordo, o almeno quasi sempre. Ho avuto la convinzione che fossimo amici, e fino al primo anno di liceo così è stato, ma quando ha conosciuto quei ragazzi è cambiato tutto. Ha formato un gruppo, The Impostors, e si è completamente dimenticato di me. Era diverso, non era più quel bambino di 10 anni che avevo conosciuto quando mi ero trasferita dal Porto Rico e quella nuova versione di lui non mi piaceva affatto: faceva quasi tutto quello che era inaccettabile, quello che lo poteva definire un "bad boy", eppure non lo vedevo mai divertirsi con le ragazze, tranne che con me, la sua vicina di casa che amava tanto stuzzicare. Al terzo anno lui e i suoi amici erano diventati incontrollabili e quando li ho colti sul fragrante non ci ho pensato due volte a denunciarli, perché era la cosa giusta da fare e perché ormai Aaron non era più nulla per me. Per tre anni il senso di colpa, però, mi ha perseguitata e adesso che sono usciti dal riformatorio le cose stanno per mettersi male. Andremo nella stessa università, nella stessa città, si saranno lasciati tutto alle spalle o vorranno darmi fastidio? Non so cosa aspettarmi da quei sei ragazzi, soprattutto, non so cosa aspettarmi da Aaron, perché è molto bravo ad agire quando scende la notte...

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