Sara
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WpMetadataNoticeLast published Sat, Nov 21, 2020
Tendenzialmente, associamo il concetto di pericolo a qualcosa che, in un modo o nell'altro, prevede un elemento di fatalità. Fatalità a cui sarebbe difficile porre rimedio data la velocità e/o l'imprevedibilità del suo concretizzarsi. Il tempo di reazione, insomma, non sarebbe abbastanza. Ma come possiamo in definitiva collocare nel tempo questo elemento di fatalità? Quand'è che il tempo di reazione è troppo poco oppure o no ? Dare una risposta è praticamente impossibile. Le variabili, infatti,cambierebbero a seconda di un insieme troppo vasto di fattori che, a loro volta, cambierebbero da persona a persona: la posta in gioco, la personalità, la sopportazione del dolore... Riuscire a prevedere la nascita di un improvviso pericolo è assolutamente irrealizzabile per noi che camminanti su un campo minato privi di metal detector. Allora la nostra riflessione deve, per forza di cose, concentrarsi sulle famose "scelte di vita". Vale a dire sulla continuità di un comportamento che selezionerebbe naturalmente e automaticamente i nostri scenari di vita quotidiana e i nostri. Essere tendenti al pericolo può significare due cose: incoscienza o coraggio. La prima non è ciò di cui mi piace parlare, la seconda, invece, è forse la mia miglior condanna. Come il protagonista di questo breve racconto che ho scritto: Sara.
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Ho deciso di confrontarmi in questa nuova sfida perché convinto che quanto mi accingo a raccontare permetta al lettore di identificarsi con interesse, di quando in quando, con il personaggio protagonista: "E' lo spettatore, e non la vita, che in realtà l'arte rispecchia (Oscar Wilde) ". Sono titolato a farlo perché ho vissuto metaforicamente a lungo "affacciato al balcone su di una piazza" e da lì la visuale ed il coinvolgimento, anche se forzati, sono perfetti per riferire quanto accade nel mondo e si avverte, così apparentemente distaccati, in se stessi. Mi pongo dunque l'obiettivo di scrivere un libro ricco di accadimenti ma soprattutto di sensazioni, convinto che le esperienze descritte, siano esse dei riscontri o delle scoperte personali, potranno essere di comune giovamento. Ecco dunque l'invito: si parte per un viaggio che si svolge nella mia mente, la meta è la mia anima, il tempo è la mia vita, i protagonisti sono anche le mie fantasie ... se condividerai, il prezzo del biglietto sarà diverso da quello di una improbabile copertina.

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