Sara
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WpMetadataNoticeUltima pubblicazione sab, nov 21, 2020
Tendenzialmente, associamo il concetto di pericolo a qualcosa che, in un modo o nell'altro, prevede un elemento di fatalità. Fatalità a cui sarebbe difficile porre rimedio data la velocità e/o l'imprevedibilità del suo concretizzarsi. Il tempo di reazione, insomma, non sarebbe abbastanza. Ma come possiamo in definitiva collocare nel tempo questo elemento di fatalità? Quand'è che il tempo di reazione è troppo poco oppure o no ? Dare una risposta è praticamente impossibile. Le variabili, infatti,cambierebbero a seconda di un insieme troppo vasto di fattori che, a loro volta, cambierebbero da persona a persona: la posta in gioco, la personalità, la sopportazione del dolore... Riuscire a prevedere la nascita di un improvviso pericolo è assolutamente irrealizzabile per noi che camminanti su un campo minato privi di metal detector. Allora la nostra riflessione deve, per forza di cose, concentrarsi sulle famose "scelte di vita". Vale a dire sulla continuità di un comportamento che selezionerebbe naturalmente e automaticamente i nostri scenari di vita quotidiana e i nostri. Essere tendenti al pericolo può significare due cose: incoscienza o coraggio. La prima non è ciò di cui mi piace parlare, la seconda, invece, è forse la mia miglior condanna. Come il protagonista di questo breve racconto che ho scritto: Sara.
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STORIA COMPLETA (Sequel e Spin Off di CHI NON RISCHIA NON VINCE) Il brivido delle gare automobilistiche è tutto ciò che sembra dare un senso alla vita di Martin Campbell, il quale corre solo per sfuggire al suo passato e ai fantasmi che lo perseguitano. Sa bene però che il rischio di correre ad una velocità folle è quello di schiantarsi contro un ostacolo che nemmeno si aveva considerato e questo è ciò che gli accade. Faith lo travolge, trascinandolo in un mondo oscuro tanto quanto quello da cui proviene, ma questa volta lei potrebbe essere la luce che dissipa le tenebre in cui è cresciuto. Martin ha giurato che non avrebbe mai permesso a se stesso di affezionarsi a qualcuno, così da non venire più abbandonato o tradito, perchè in troppi lo hanno già fatto. Eppure sono tanti coloro che sembrano davvero tenere a lui e che vogliono aiutarlo. Ma Martin vuole davvero essere salvato? Tornato a casa, in Inghilterra, dopo anni di assenza, sarà costretto a risolvere le questioni lasciate in sospeso e si troverà di fronte a scelte importanti riguardo il suo futuro come pilota e come uomo e magari riguardo la possibilità di provare ad amare e a lasciarsi amare davvero da qualcuno per la prima volta nella sua vita. "Ho una teoria sul motivo per cui alle donne piacciano i piloti: non è una questione di rispetto per quello che facciamo, girando in tondo con una macchina per ore e ore. Anzi, loro pensano che siamo patetici e probabilmente hanno ragione. E' per la nostra vicinanza alla morte, perchè più sei vicino alla morte e più ti senti vivo e più sei vivo. E loro questo lo vedono, lo sentono... // E' un modo fantastico di vivere, e sicuramente è l'unico modo di guidare: come se ogni giorno fosse l'ultimo." - JAMES HUNT (from the movie Rush) [I capitoli presentano contenuti maturi]

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