Miguel
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WpMetadataNoticeLast published Thu, Dec 10, 2020
Mi sveglio e vedo il suo corpo emettere strane pulsazioni, fremiti improvvisi, come fosse attraversato da intermittenti scosse elettriche. L'ultimo anelito di vita sta abbandonando il suo grasso e flaccido corpo. Miguel Suarez, è questo: un nome scritto su un cartellino di carta bianca, fuori dalla nostra cella. Miguel Suarez faceva un riso fantastico, da leccarsi i baffi. "Mia madre mi ha insegnato a farlo." Mi spiegò un giorno mentre la pentola emetteva sbuffi di fumo che riempivano il nostro squallido tugurio come grossi nuvoloni appena usciti dalla pipa di un marinaio. Avevano l'odore dolciastro dell'amido di riso, se chiudevo gli occhi mi sembrava di essere immerso in quel profumo meraviglioso, di poterci nuotare come fossi un falco, che attraversando le alture si immerge in bianchi batuffoli candidi. Ogni volta che il mio palato assaporava quel manicaretto le pareti della cella si disintegravano in milioni di pezzettini, trasformandosi in enormi distese di sabbia bianca bagnata da un mare cristallino. Io mi cullavo come un neonato tra quelle dune sfiorate dalla brezza marina. Ecco da lontano comparire un veliero, batte la bandiera della Compagnia Delle Indie, ma alla guida di quella splendida imbarcazione non ci sono rudi omaccioni tatuati ma splendide dee dagli occhi azzurri che concedono al vento di arruffargli i folti capelli. Non riesco a capire se sono sveglio o sto dormendo. I sonniferi che ho ingurgitato rallentano la mia risalita verso la realtà e così continuo a guardare Miguel. Il corpo è ormai immobile, gonfio, penzola come un piombo per muratori a pochi centimetri da terra. Ha la lingua di fuori, come volesse mandare affanculo per un'ultima volta tutto il genere umano,e puzza, puzza come se si fosse cacato addosso e probabilmente è proprio così, ma non sarò io ad accertarmene, su questo potete metterci la mano sul fuoco.
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"Carmine mi fissa per qualche istante. E in questo istante ripercorro tutti i momenti passati insieme: dalla prima volta che i nostri occhi si sono incrociati nel corridoio dell'Ipm, al nostro scontro ravvicinato nella dispensa di Tonino; e poi ancora tutte le occhiate, i sorrisi, le frecciatine, l'incapacità di restare lontani l'uno dall'altra; i mostri dentro di noi, tutto il dolore, la rabbia e la disperazione che copriva la nostra luce; il modo in cui mi ha guardata da sotto il tetto, mentre tenevo sua figlia tra le braccia; l'istante in cui mi sono resa conto di amarlo e la prima volta in cui le nostre labbra si sono sfiorate. Il calore delle sue mani che sfiorano la mia pelle, che stringono le mie braccia e che mi accarezzano i capelli. Tutti i baci rubati, proibiti e nascosti. E poi quelli disperati, desiderati e bisognosi di averne di più. La sua capacità di ricostruire il mio cuore ferito, scheggia per scheggia, riempendone ogni crepa con la sola forza del suo amore. Carmine è il mio mare fuori..." Per Rosa Ricci è arrivato il momento di scegliere: l'amore per Carmine Di Salvo o per la sua famiglia? E cosa succederà, adesso che è arrivato l'ordine di scarcerazione e l'ombra di una guerra è ormai in agguato? Il suo cuore sarà presto messo davanti all'ennesima scelta e Rosa si renderà conto che non sempre tutto è come sembra... Soprattutto per la famiglia Ricci. E per la famiglia Di Salvo.

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