Ciao, anoressia

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Dec 29, 2020
Non andrò a raccontare la storia della mia anoressia, di come ci sono finita dentro o dei miei momenti più bui; Non starò qui a parlare di cibo , di calorie, di bilance , di viaggi o uscite non fatte, di litigate con i genitori , con i terapeuti , delle mille visite e controlli a settimana, perché si sa come funziona il tutto, si sa come pian piano semplicemente si smette di vivere. Vorrei parlare invece di come è andata la mia vita da quando ho cominciato a vedere una luce infondo a quel tunnel che non avevo mai pensato potesse avere una via d'uscita. Vorrei raccontare di come si può ricominciare a respirare, passo dopo passo. Vorrei raccontare di come ho imparato ad incassare tutti quei commenti che prima mi avrebbero distrutta in mille pezzi. Vorrei raccontare di come ho ricominciato ad uscire, a parlare con le mie amiche, a capire che vicino a me avevo davvero delle amiche che mi volevano bene e che per tutto quel tempo mi avevano aspettato. Vorrei parlarvi di tante cose ma vorrei ancora di più raggiungerne anche altre, riuscire a tornare completamente me stessa. È un viaggio davvero lungo, venite con me?
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Non lo vedo da anni. Eppure, ogni volta che chiudo gli occhi, c'è ancora lui. Andrew. Il bambino con cui ridevo nel parco, che mi teneva la mano mentre parlavamo. Prima che i nostri genitori diventassero ostili tra loro. Prima che i miei mi sconsigliassero di rivolgere la parola a quella famiglia. Da allora il silenzio è diventato costante. Solo ricordi che mi tornano addosso quando meno me l'aspetto. E un'ansia che mi stringe lo stomaco ogni volta che penso a lui. Perché non so cosa succederebbe se lo rivedessi. Se mi guardasse. Se mi ignorasse. Lo odio per questo. Per il fatto che mi manca. Per il fatto che, anche dopo tutto questo tempo, il mio cuore batte troppo forte solo al pensiero del suo nome. Questa è la mia storia. È il mio cuore che grida in un silenzio troppo pesante. È la tensione di un amore che non posso mostrare, di un passato che non riesco a dimenticare, e di un futuro che forse non ci sarà mai.

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