Ciao, anoressia

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WpMetadataNoticeÚltima publicación mar, dic 29, 2020
Non andrò a raccontare la storia della mia anoressia, di come ci sono finita dentro o dei miei momenti più bui; Non starò qui a parlare di cibo , di calorie, di bilance , di viaggi o uscite non fatte, di litigate con i genitori , con i terapeuti , delle mille visite e controlli a settimana, perché si sa come funziona il tutto, si sa come pian piano semplicemente si smette di vivere. Vorrei parlare invece di come è andata la mia vita da quando ho cominciato a vedere una luce infondo a quel tunnel che non avevo mai pensato potesse avere una via d'uscita. Vorrei raccontare di come si può ricominciare a respirare, passo dopo passo. Vorrei raccontare di come ho imparato ad incassare tutti quei commenti che prima mi avrebbero distrutta in mille pezzi. Vorrei raccontare di come ho ricominciato ad uscire, a parlare con le mie amiche, a capire che vicino a me avevo davvero delle amiche che mi volevano bene e che per tutto quel tempo mi avevano aspettato. Vorrei parlarvi di tante cose ma vorrei ancora di più raggiungerne anche altre, riuscire a tornare completamente me stessa. È un viaggio davvero lungo, venite con me?
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"Non arrenderti combatti,se cadi rialzati,la vita è fatta per essere vissuta;non bloccarti per un conveniente superalo,fa vedere come sei,sii forte, se la vita ti dà 100 opportunità per crollare tu danne 1000 per rialzarti, non rinunciare ai tuoi sogni " avevo 14 anni quando mia madre prima di esalare l'ultimo respiro mi disse queste parole e io non so come abbia fatto lei a essere forte a non crollare perché io a quella età non capivo perché mio padre doveva picchiare mia madre e me perché doveva tornare sbronzo ogni volta a casa perché mio padre non era degno della stessa parola padre? Mi sono sempre posta questa domanda fino a quel giorno fino alla morte di mia madre,vidi la sua morte vidi mio padre picchiare a sangue fino a farla morire,fino a qual giorno mi supponevo quella domanda ma poi capì che non c'erano risposte per le miei domande che era inutile cercale,da lì capii che era inutile urlare gridare piangere opporre resistenza quando mio padre mi picchiva, non trovavo le forze per tirarmi su, non trovavo la forza che tanto mia madre mi aveva chiesto , ero sola non c'era nessuno mi sono dovuta alzare da sola dopo che mi picchiva da lì ho capito che il dolore che provavo sul corpo in confronto a quello che avevo dentro era niente che il dolore non esige di essere fatto sentire perché ti corrode ti distrugge e io non devo provare dolore devo essere forte

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