Ciao, anoressia

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Dec 29, 2020
Non andrò a raccontare la storia della mia anoressia, di come ci sono finita dentro o dei miei momenti più bui; Non starò qui a parlare di cibo , di calorie, di bilance , di viaggi o uscite non fatte, di litigate con i genitori , con i terapeuti , delle mille visite e controlli a settimana, perché si sa come funziona il tutto, si sa come pian piano semplicemente si smette di vivere. Vorrei parlare invece di come è andata la mia vita da quando ho cominciato a vedere una luce infondo a quel tunnel che non avevo mai pensato potesse avere una via d'uscita. Vorrei raccontare di come si può ricominciare a respirare, passo dopo passo. Vorrei raccontare di come ho imparato ad incassare tutti quei commenti che prima mi avrebbero distrutta in mille pezzi. Vorrei raccontare di come ho ricominciato ad uscire, a parlare con le mie amiche, a capire che vicino a me avevo davvero delle amiche che mi volevano bene e che per tutto quel tempo mi avevano aspettato. Vorrei parlarvi di tante cose ma vorrei ancora di più raggiungerne anche altre, riuscire a tornare completamente me stessa. È un viaggio davvero lungo, venite con me?
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RESET

Un bambino, nel suo percorso di crescita, cade e si rialza continuamente. Ogni caduta lo avvicina al suo obiettivo, senza paura del fallimento. Non pensa alle conseguenze, ma continua a provare. Noi adulti, invece, spesso ci fermiamo per paura di non farcela. Ogni volta che cadiamo, le nostre insicurezze ci paralizzano. L'ansia ci fa dubitare delle nostre capacità e ci spinge a evitare il rischio di fallire. A volte non ci rialziamo nemmeno, per paura del dolore che potrebbe seguirci. Eppure, ci sono persone che, nonostante le difficoltà, riescono a fare ciò che il bambino fa naturalmente: rialzarsi e ricominciare. Non è facile. Io, ad esempio, mi sono persa prima di trovarmi. Ora mi trovo in un limbo, dove, pur avendo la forza fisica di camminare, la mia mente è paralizzata dall'ansia. I traumi passati e le ferite non guarite mi tengono bloccata in un ciclo di paura e incertezze. Il futuro mi appare minaccioso e la mia autostima fragile non mi permette di andare avanti. Le gambe sono pronte a muoversi, ma la mente è intrappolata nei pensieri ansiogeni. Qui non troverete soluzioni facili. Vi racconterò la mia storia, perché credo che sapere che qualcun altro sta vivendo la stessa cosa possa essere più utile di mille "meditazioni" o "respirazioni profonde". Queste tecniche sono utili, ma ciò che aiuta davvero è capire che non siamo soli. Non siamo gli unici ad avere un passato difficile o a sentirci intrappolati. Sì, sembra che tutto vada storto, ma va bene così, per il momento. Accetto di stare nel mio fango, ma ho deciso di riprendere il controllo. Voglio cambiare il mio modo di pensare, voglio ricominciare a camminare. Per questo ho scelto il nome "RESET". È come se fossi appena nata. Non ci sono genitori che mi incoraggiano, ma c'è uno psicoterapeuta che mi spinge a non arrendermi. Il primo consiglio che vi do: affidatevi nelle mani giuste, perché solo chi sa dove si trova può aiutarvi a ritrovare voi stessi.

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