Mon petit secret//smut//Severus Snape

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Diana Wood, prefetto corvonero, ha impiegato tutta sé stessa per far diventare gli scambi culturali tra scuole qualcosa di reale a Hogwarts ed è proprio durante uno di questi che prenderà coscienza di ciò che ha sempre tenuto nascosto nel profondo della sua anima.
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Trama: Beatrice Smith ha diciotto anni ed è una studentessa del settimo anno a Hogwarts. È brillante e sensibile, ma nasconde dietro i suoi sorrisi stanchi una battaglia invisibile: da anni convive con un disturbo alimentare che ha consumato lentamente il suo corpo e la sua fiducia. La professoressa McGranitt, affezionata a lei come a una nipote, cerca ogni sera di starle vicino, portandole del cibo nella Sala Comune o nel dormitorio e sperando di convincerla a mangiare almeno un po'. Beatrice accetta, ma spesso poi si rifugia nel bagno più vicino, come in un rituale silenzioso. Nessuno pare accorgersi davvero di lei... tranne Severus Piton. All'apparenza freddo e distante, il professor Piton nota ogni dettaglio. I piatti non toccati. Le maniche sempre tirate giù. Gli occhi lucidi e le risate forzate. Ma una sera, durante una delle sue ronde, lo sguardo di Severus incrocia quello di Beatrice. E lei ride. Una risata vera, breve, che le sfugge quasi per errore mentre sta parlando con un'amica. Ed è lì che qualcosa in lui si spezza. O si risveglia. Lentamente, comincia ad avvicinarsi. Non con gesti plateali, ma con piccole attenzioni: una frase più gentile, un'ora di detenzione mai davvero meritata, una tisana calda lasciata sulla cattedra quando sa che lei arriverà in infermeria. Beatrice, fragile ma piena di dignità, si accorge dello sguardo di Severus, e inizia a fidarsi di lui, anche se non sa come né perché. Ma il loro legame rischia di infrangersi quando un professore sospetta qualcosa di inappropriato. E quando Beatrice, in un momento di debolezza, sviene davanti a tutta la scuola, Severus è costretto a fare una scelta: proteggerla con freddezza o rischiare tutto per salvarla davvero. In un crescendo di silenzi, sguardi e parole mai dette, Beatrice e Severus scopriranno che a volte è proprio nel buio più profondo che si trovano le mani che ci tirano fuori.

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