Pensare ed amare qualcosa che non potrai mai avere, equivale ad un'auto-lesione al cuore, allo spirito e alla mente"
Troppo timida per parlare,
Troppo insicura per mostrarmi,
Troppo negativa per poter vivere bene,
Troppo male e meno positivo per sopravvivere,
Sofferenza, malinconia, depressione, cupezza, mestizia, sconforto, troppi problemi quanta tristezza.
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'Non abbiamo bisogno di psicopatici appena usciti da istituti per depressi, tornatene a casa Howen' esclamó il biondino cenere uscendo dall'infermeria, lasciandomi sola e in balia di me stessa.
(N.d.A: tematiche delicate trattate con estrema cura e cautela, violenza in alcuni capitoli più avanti-karaté-, REALISMO).
-Con questo mio scritto pubblicato senza alcuno scopo di lucro, non intendo dare rappresentazione veritiera del carattere di questa persona, nè offenderla in alcun modo.
Questo libro è una sorta di autobiografia, ma non nel senso classico.
Non parlo direttamente degli eventi della mia vita, ma delle emozioni che ho provato nel viverli.
È un viaggio attraverso i pensieri più bui, le sensazioni più pesanti, i momenti in cui tutto sembrava crollare senza motivo apparente.
Parlo di disturbi reali, di dolore reale, ma anche di confusione.
Non so se tutto ciò che ho vissuto abbia un nome clinico. Non ho diagnosi scritte su carta, ma ho sintomi che si sentono sulla pelle, nella testa, nello stomaco.
Questo libro è per chi si è sentito sbagliato, rotto, fuori posto.
Per chi mangia troppo o non mangia affatto.
Per chi si guarda allo specchio e si odia.
Per chi si è fatto male con le sue stesse mani, o con i suoi stessi pensieri.
Per chi passa da una dipendenza all'altra.
Per chi non sa bene cosa ha, ma sa che qualcosa non va.
Scrivo per non impazzire.
Scrivo perché magari, tra tutte queste parole, qualcuno si ritrova.
E si sente un po' meno solo.
E forse anche io.