Un Caso Personale || Johnlock ||

Un Caso Personale || Johnlock ||

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WpMetadataNoticeLast published Wed, Apr 15, 2026
John Watson ha lasciato Baker Street. Dopo tutto quello che è successo, non poteva più restare in quella casa. Non con Sherlock Holmes, non con il peso della morte di Mary che aleggia tra le pareti. La distanza, credeva, lo avrebbe aiutato a respirare. A ricominciare. Ma il rancore non si estingue così facilmente, e la razionalità, quella che gli sussurra che forse non è tutta colpa di Sherlock, riesce appena a farsi spazio tra il dolore. Nel tentativo di proteggere ciò che resta della sua famiglia, John taglia i ponti. Si reinventa padre a tempo pieno, stringendosi a Rosie come unica ancora in mezzo alla tempesta. Finché una chiamata da Lestrade non lo trascina di nuovo nel vortice. Un cadavere, un'aggressione brutale, un'identità sconosciuta... e qualcosa che non torna. Quando l'uomo trovato a terra si rivela ancora vivo, l'indagine prende una piega inaspettata. E Sherlock Holmes, stavolta, non è lì a risolvere tutto. O forse sì. Ma non nel modo che John si aspetta. [Questa storia è ambientata dopo la 4x01] #1 Primo posto in # johnlock (dal 2/03/2026)
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Ultimo anno del college. Sherlock è un ragazzo dipendente dalla droga, che si ritrova puntualmente al Pronto Soccorso. Qui conosce John Watson, un chirurgo. L'unico che può salvarlo da Moriarty. [Dal testo] In quei momenti Sherlock lascia tremare il suo corpo in totale autonomia, concede a se stesso del tempo per piangere... e poi immagina. Immagina la neve, la immagina cadere al suolo con i suoi fiocchi medi e pastosi. La immagina ricoprire Londra come in realtà, forse, non ha mai fatto. La immagina mentre come una madre abbraccia i palazzi e gli alberi della città, mentre cade sonnecchiante sui marciapiedi larghi e sulle panchine in legno dell'ospedale... e poi la immagina morire, gelida e silenziosa, sulle spalle della sua giacca mentre si affretta a raggiungere le porte di vetro. La neve assume il suo odore, la sua faccia, la sua voce. John. Forse sente la sua mancanza, forse ha solo bisogno di qualcosa, di qualcuno dell'altra vita. Eppure nel buio della sua prigione tende sempre la mano nel vuoto, e sogna di sfiorargli le dita. [Prima classificata al contest "Un cliché per tutti" indetto da Ciulla sul forum di EFP]

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