Dal momento in cui ti ho visto

Dal momento in cui ti ho visto

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Nov 18, 2014
Laurel ha finito il liceo con ottimi voti. Cinque anni fantastici accompagneranno i suoi ricordi, tre di questi passati accanto ad un compagno di banco non proprio ideale, che l'ha resa un po' su di giri ma con l'inizio dell'Università arriva la tanto attesa ora di cambiare vita, spostandosi in una cittadina un po' più grande e in una casa che le permette finalmente di avere i suoi spazi. Solo due anni dopo, Laurel viene coinvolta da una serie di catastrofi familiari, come la morte del padre, la quale la porta, nella sua vita spensierata, a prendere delle dure decisioni. Come abbandonare gli studi per concentrarsi sul lavoro e aiutare la famiglia. Quello che la giovane donna non sa, è che il passato, non sempre rimane passato. "Perfetto. " dissi calmandomi e autoconvincendomi che tutto sarebbe andato nel giusto verso "Fossi in te non riderei..." disse, incrociando le braccia al petto, come era solito fare "Non peggiorare la situazione, ti ho già sopportato abbastanza non credi?" e prima che potessi continuare la serratura fece uno strano rumore interrompendo la nostra conversazione, poi la porta si aprì...
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«Julia?» «Mhm?» «Ricordi quando ti ho raccontato di quel ragazzo inglese che venne a studiare qui per un semestre e con cui sono stata per un periodo?» «Quello che credevi fosse la tua anima gemella e che invece ti ha mollata perché ha messo incinta un'altra?» «Tecnicamente, ci siamo lasciati di comune accordo.» «Me lo ricordo. È successo quando, sei anni fa?» «Otto, per la precisione.» «E perché te ne ricordi ora?» «Perché sono abbastanza certa che sia appena entrato in negozio.» Quando Harry aveva deciso di andare a studiare per un semestre a New York, non aveva di certo immaginato di ritrovarsi, otto anni dopo, a vivere stabilmente nella città che non dorme mai, con un cane che combina più disastri di quanto la sua taglia minuta lasci immaginare, due lavori di cui uno che detesta in modo sviscerato e, soprattutto, una figlia nata da una notte brava risalente ad otto anni prima e che si è ritrovato a crescere praticamente da solo. Con un doppio cognome come Morgan Richardson, non si può di certo dire che Riley sia cresciuta lontana dai riflettori: come se l'avere come padre una delle persone più influenti nell'industria musicale non fosse già abbastanza, infatti, lo status di sua madre di regina indiscussa degli anni '80 era ancora scolpito nella pietra come se non si fosse ritirata dai palcoscenici ormai da tempo. E se suo fratello e sua sorella hanno, in qualche modo, seguito le orme dei loro genitori per inseguire il successo, questo a Riley non è mai interessato: tutto ciò che vuole è scrivere canzoni con il suo ristretto gruppo di amici dei tempi in cui ancora frequentava l'NYU, gestire il negozio di vinili che suo nonno le ha lasciato in eredità e, possibilmente, essere lasciata in pace da ogni individuo di sesso maschile fino alla fine dei tempi. Una storia di campeggi, colazioni rovesciate, giravolte al chiaro di luna e musica, che in qualche modo riesce sempre ad arrivare dove tutto il resto si ferma.

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