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Resta con me,avevi promesso

Resta con me,avevi promesso

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WpMetadataNoticeLast published Sun, Nov 16, 2014
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Fiction
Romance
Una ragazza bellissima,bionda,occhi cerulei, i suoi occhi cambiavano in base al tempo. Era una ragazza diversa dalle altre diciamo che non seguiva la massa non le importava di avere i classici pantaloni per evidenziare il culo o i reggiseni imbottiti da mettere sotto le canottiere per fare vedere più tette di quelle che aveva davvero. Certo, anche a lei piaceva vestirsi bene, truccarsi e curarsi molto l'aspetto fisico. Ma nonostante questo lei non si piaceva aveva l'abitudine di vedersi sempre meno delle altre ragazze che lei chiamava " fotocopie" perché erano tutte uguali senza un briciolo di personalità Lei si vedeva grassa, piena di imperfezioni e con un carattere bruttissimo. In realtà il suo fisico era perfetto era bellissima. Aveva degli occhi stupendi e dei capelli biondi lunghissimi che ricordavano l'oro lucido dei bracciali pregiati. Era stupenda insomma qualsiasi cosa che faceva p indossava le calzava a pennello e le sue amiche glielo dicevano sempre quanto era bella.
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Lia camminava lungo il corridoio della scuola con il passo silenzioso e deciso di chi sa di non voler attirare l'attenzione, ma finisce comunque per farlo. I capelli arancioni, raccolti in uno chignon disordinato da cui sfuggivano due ciocche ribelli, incorniciavano il viso a diamante punteggiato da leggere lentiggini. I suoi occhi verdi, grandi e attenti, sembravano scrutare il mondo con una curiosità prudente, come se si aspettassero sempre di essere deluse eppure sperassero ancora. Indossava jeans a vita alta che le delineavano i fianchi morbidi, una camicia bianca infilata con cura e una giacca blu scuro con le maniche arrotolate fino ai gomiti. Tutto in lei parlava di compostezza e ordine, ma anche di una femminilità che non sapeva di possedere davvero. Non era la più appariscente, né la più magra o provocante, ma aveva una bellezza sincera, fatta di sguardi intensi e piccoli gesti: il modo in cui si passava il pollice sulle labbra quando era nervosa, o come si fermava a sistemarsi i capelli anche quando nessuno la guardava. Quella mattina, con il sole che filtrava dalle finestre alte e le voci che rimbombavano attorno, sembrava ancora più luminosa. Eppure, Lia si sentiva invisibile. Invisibile ai ragazzi che le chiedevano gli appunti, alle ragazze che la fissavano come se non appartenesse a quel mondo, e a se stessa... fino a quando uno sguardo, grigio e profondo come la tempesta, la colpì da lontano. Dylan. Ma questa è un'altra storia. O forse, è l'inizio di tutto.

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