Il volto della paura.

Il volto della paura.

  • WpView
    Reads 58,117
  • WpVote
    Votes 2,329
  • WpPart
    Parts 24
WpMetadataReadOngoing
WpMetadataNoticeLast published Mon, Jul 2, 2018
Lei era una ragazza normale, senza troppi problemi e con una vita tranquilla. Lei quella sera voleva solo divertirsi, non voleva vedere quella scena. Non voleva vedere lui. Lui che in soli cinque mesi riuscì a spaventare l'intera New York. Lui che non aveva pietà per nessuno. Lui che da lei era soprannominato 'il volto della paura'. ------------------------------------ "Goditi questo mese tesoro. Perché sarà l'ultimo." ------------------------------------ "Sorpresa, puttana." ------------------------------------ "Respira Jenn." ------------------------------------ "Volevi sapere il mio nome, puttana? Ecco il primo indizio." ------------------------------------ "Sei così bella.."
All Rights Reserved
#45
brividi
WpChevronRight
Join the largest storytelling communityGet personalized story recommendations, save your favourites to your library, and comment and vote to grow your community.
Illustration

You may also like

  • Il Suono Della Neve
  • Need to love
  • Fleurs et Fraises [OS smut]
  • Sex With My Best Friend || Larry
  • "𝐖𝐡𝐚𝐭 𝐢𝐟 𝐭𝐰𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐬 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐢𝐝𝐞?"(𝐒𝐢𝐫𝐢𝐮𝐬 𝐁𝐥𝐚𝐜𝐤)
  • Better In Time [Larry, Ziam, Nosh]
  • ~ 𝗦𝘁𝗼𝗿𝗶𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗼𝗿𝗺𝗶𝗿𝗲-
  • Opus Diaboli
  • Molto più di una semplice cicatrice || Death Note

Ultimo anno del college. Sherlock è un ragazzo dipendente dalla droga, che si ritrova puntualmente al Pronto Soccorso. Qui conosce John Watson, un chirurgo. L'unico che può salvarlo da Moriarty. [Dal testo] In quei momenti Sherlock lascia tremare il suo corpo in totale autonomia, concede a se stesso del tempo per piangere... e poi immagina. Immagina la neve, la immagina cadere al suolo con i suoi fiocchi medi e pastosi. La immagina ricoprire Londra come in realtà, forse, non ha mai fatto. La immagina mentre come una madre abbraccia i palazzi e gli alberi della città, mentre cade sonnecchiante sui marciapiedi larghi e sulle panchine in legno dell'ospedale... e poi la immagina morire, gelida e silenziosa, sulle spalle della sua giacca mentre si affretta a raggiungere le porte di vetro. La neve assume il suo odore, la sua faccia, la sua voce. John. Forse sente la sua mancanza, forse ha solo bisogno di qualcosa, di qualcuno dell'altra vita. Eppure nel buio della sua prigione tende sempre la mano nel vuoto, e sogna di sfiorargli le dita. [Prima classificata al contest "Un cliché per tutti" indetto da Ciulla sul forum di EFP]

More details
WpActionLinkContent Guidelines