Ero caduta miliardi di volte ed era sempre stato più difficile per me rialzarmi, ma in un modo o nell'altro ci ero sempre riuscita grazie a me stessa. Mi ero sempre fermata prima di spingere la lama del temperino verso la profondità più pericolosa e letale del mio polso. Avevo osservato la strada attraversata dalle macchine in corsa parecchie volte dal terrazzo dell'ultimo piano del grattacielo dove abitava mia nonna. Mi appoggiavo alla ringhiera e guardavo la strada con i pugni chiusi lungo i fianchi, la testa bassa, i tagli sulla pelle, le nocche bianche, le lacrime agli occhi e la voglia di morire stampata in faccia, ma alla fine mi asciugavo le lacrime e mi costringevo a tornare dentro casa. 'Forse c'è ancora una speranza', dicevo a me stessa prima di crollare di nuovo, tornare su quel palazzo e ripetere sempre la stessa routine. [Story Of My Life]
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