AND ALL HIS LITTLE THINGS ||larry

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WpMetadataNoticeLast published Sat, Aug 7, 2021
- riscrittura della mia precedente storia - « Posso descrivermi facilmente sapete, ci ho pensato spesso a come potrei farlo se dovessi scrivere un'autobiografia: classico ragazzo magrolino che indossa pantaloni della tuta e felponi enormi con il cappuccio sulla testa con la faccia coperta da così tanto che le persone non si ricordano neanche come sia, invisibile a tutti tranne ai bulli. Descrizione veloce, no? A questo modo chiunque potrebbe descrivermi ma non la mia famiglia, per loro sono Harry Styles un riccio alto e snello con una grande passione per la musica e le coroncine di fiori, che passa ore a leggere e che, se potesse, aiuterebbe tutti con i suoi occhi verde smeraldo e il suo sorriso che però da un paio di anni si sono spenti ma che, nonostante tutto sono sempre presenti. Un ragazzo con una timidezza che lo porta a balbettare e ad arrossire spessissimo ma che lo rendono bellissimo e che una volta, il rossore delle sue guance, portava a far brillare i suoi occhi. »
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Perché i mostri passano sempre per i cattivi della storia? Forse per la loro strana ossessione di uccidere chiunque trovassero sul loro cammino. Ma nessuno ha mai cercato di capirne il vero motivo, troppo spaventati dal loro terribile aspetto. Harry, con i suoi grandi occhi verdi contornati da pesanti occhiaie, la carnagione pallida e la statura più alta del normale, era considerato uno di quelli. In casa, a scuola, per strada. Chiunque nutriva paura di lui, lo sapeva benissimo. Ogni giorno nelle sue giornate, la stessa giostra. La monotonia aveva preso il sopravvento dei minuti, delle ore, dei secondi, e non poteva far nulla per cambiarla. Anzi, non voleva. Rinchiuso nel suo piccolo e sicuro guscio, nessuno avrebbe potuto portare una singola onda in quel mare così calmo. Harry affrontava tutto con una calma quasi spaventosa. Quando ogni giorno varcava i cancelli della scuola e udiva i mormorii dei compagni alle sue spalle, o tornava a casa beccandosi le inutili ramanzine dei suoi genitori che ogni giorno gli ricordavano quanto fosse cambiata la loro vita da quando Harry venne al mondo, peggiorandola. O ancora, quando ogni venerdì sera si recava in un piccolo pub sotto casa per preparare da bere a dei vecchi ubriaconi. Per lo meno questo gli permetteva di racimolare soldi a sufficienza da poter spendere per le sue cose. La sua cosa più preziosa, l'unica in grado di portare un po' di colore nel suo mondo bianco e nero. Lui stava bene in questo modo, ne era certo. C'era solo una sola regola che doveva rispettare: nessuno, ma proprio nessuno, doveva venirne a conoscenza. E non perché fosse spaventato delle conseguenze. Non voleva semplicemente condividerlo, se non con sé stesso. Quello sarebbe stato per sempre il suo momento. Se c'era una cosa che Harry odiava più della sua famiglia e dell'edificio in cui veniva richiuso tutti i giorni - e degli ubriaconi - era l'insistenza. E se l'insistenza si chiamava Louis Tomlinson, beh, allora il destino voleva che lo

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