Cicatrici

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WpMetadataNoticeÚltima atualização dom, ago 15, 2021
Sono Adriana Sidorova, una donna all'apparenza normale, comune direi., lo sarei perlomeno stata se la mia vita non fosse stata in inferno. La donna a cui hanno sparato? Sì, ero io. Ero? Sono? Se ho ben affidato il mio sesto senso, e sequel briciolo di fiducia nel prossimo non è del tutto avvizzito, scommetto che non mi hanno sparato in un punto vitale. Quindi potete trarre un bel sospiro di sollievo, ho dedicato, mio malgrado tutta la mia vita nell'impresa dell'essere il più imprevedibile possibile. Ma non nemmeno da escludere la possibile di una realistica, quanto concreta, mia dipartita. Non vi resta che scoprirlo. Ma per ritornare a questo punto della mia storia, che sia un amaro finale, o semplicemente un bizzarro prologo di una mia nuova fase esistenziale, credo sia necessario fare qualche passo indietro. Dopotutto è una questione di prospettiva: per comprendere il ruolo di questa tessere occorre esaminare quelle a cui si è incastrata. Quindi, mettetevi comodi e lasciatemi raccontare la mia storia, la storia di una donna che avrebbe tanto voluto essere banale e convenzionale, ma che infin dei conti, per quel che in realtà conta, era proprio come tutte le altre.
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Ero solo una bambina quando strapparono la vita di mia madre davanti ai miei occhi. Il colpo di pistola ruppe il silenzio della sera come un urlo lancinante e lei cadde a terra, spezzata come un fiore fragilizzato dal gelo. Rimasi immobile, prigioniera del terrore, mentre il suo sangue si mischiava al fango. Quello stesso giorno maledetto tornai a casa frastornata e confusa, e scoprii un'altra ferita che prese a bruciare dentro di me: avevano portato via anche mio padre. Le colonne portanti della mia infanzia erano crollate in un solo attimo. Mio padre veniva portato via in una macchina scura con luci intermittenti; per anni l'ho visto solo attraverso un ricordo offuscato, Di mia madre, invece, rimanevano soltanto le ombre che mi inghiottivano nella mia camera buia. Eppure, non ero veramente sola. Accanto a me c'erano i miei due fratelli maggiori, come sentinelle silenziose. Loro si sacrificarono per crescermi, respingendo ogni brandello di quell'oscurità e proteggendomi dagli orrori che ancora sarebbero venuti a galla. Con il passare degli anni, ogni frammento doloroso si posizionava al suo posto, e cominciai a intravedere il quadro completo di quella terribile verità. Ma rimaneva un unico dubbio a divorarmi l'anima: l'ultimo tassello mancante, l'unico segreto capace di completare il mosaico del mio destino. ⚠️questa storia contiene scene esplicite di violenza, linguaggio non adeguato ai minori e soprattutto cattiva condotta. Non intendo normalizzare le cose che fanno i ragazzi, mi dissocio da ogni tipo di atteggiamento politicamente scorretto. ⚠️ Detto questo, sedetevi e leggete. Si parte per un viaggio di non ritorno per la psichiatria. [Primo della trilogia]

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