Il peso delle parole

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Dec 9, 2014
Un sognio ingannevole induce Agamennone e credere che gli dei lo sostengano a preparare l'attacco decisivo contro Troia. Il capo della spedizione greca riferisce agli anziani il sogno, ed essi approvano la decisione di muoversi all'assalto. Prima però, il sovrano vuole sperimentare la fedeltà dell'esercito: finge perciò di rinunciare al lungo asseddio e invita tutti quanti a fare ritorno in patria. Gli uomini, provati da anni di guerra, corroni alle navi, ma Odisseo istruito dalla dea Atena, li trattiene e li rimprovera per la loro viltà. I guerrieri subito recuprano la propria compostezza e si mettono a sedere, in attesa di istruzioni. Qualcuno, tuttavia, continua a parlare, contestando l'autorità di Agamennone: è il soldato Tersite, il più "spregevole", fra tutti che viene messo a tacere da Odisseo con dure parole, tanto che i suoi compagni di lotta iniziano a deriderlo. Solo che non sa che Agamennone ha udito le sue parole, come reagirà il sovrano?
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Nell'epoca in cui la Grecia alimentava il proprio fuoco bruciante con le storie, ove i ragazzi prescelti, ancor prima di camminare, imbracciavano l'arpa per narrare la vita ai posteri sconfinati e ignoti, vi sono due poeti, di cui ancor oggi si ricordano i nomi: Omero ed Esiodo. Tra il poeta che narra la guerra e quello che narra la pace, nasce una disputa che Troia e la sua distruzione, a confronto, sembrano una bazzecola, perché l'orgoglio di un poeta non può mai essere minacciato, fattispecie se considerato uno dei più grandi di tutti i tempi. Fra questi scenari di battaglie combattute con la voce, anziché con la spada, sguscia nell'ombra la vita di un ragazzo, figlio della musa Calliope. Kleos ha un grande talento, ma deve nasconderlo per colpa di Delfi e del suo oracolo. Costretto a vivere come aeda nell'ombra dell'orgoglio di Omero, dà la vita a tutte quelle opere che mai hanno portato il suo nome e che tutt'oggi sono attribuite a "colui che non vede". Questa è la storia di due giovani amanti, un aeda e un rapsodo, che nella paura di uno si sono incontrati e che nella gentilezza dell'altro si sono uniti. Questa è la storia di chi nella fama non ha mai creduto e che nella guerra ha conosciuto l'amore. Come Patroclo e Achille si sono giocati le vite, ma a differenza dei primi, di loro, non è rimasto più niente. ************************************************* Estratto: «L'animo è come una farfalla, sai? Leggero, effimero, puro, io ti vedo così. Le anime tornano dall'Ade come farfalle perché vogliono osservare il mondo dall'alto e incantare le persone prima di svanire di nuovo nel nulla. Tu mi hai fatto questo, mi hai incantato con il tuo mistero e mi hai fatto scoprire quanto tu fossi puro e meraviglioso».

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