Lame nella Schiena

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WpMetadataReadConcluida mié, ago 17, 2022
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Ficción
Ciencia Ficción
[rev. 2025] L'isola di Prirode è divisa a metà, come era già successo in passato. Il Sud, per poter salvare la nazione dalla guerra imminente, decide di offrire la possibilità ai carcerati di arruolarsi in cambio di una riduzione di pena. È per questo che Reila si ritrova ad essere un soldato in una delle tante Basi Militari, anche se tutto ciò che desidera è tornare alla sua vita tranquilla. Ha promesso a sua sorella di stare lontana dai guai, ma tutto le diventa più complicato quando conosce i componenti della sua squadra e il suo comandate. «Quindi non è un modo per vendicarti di qualche offesa?» Bayer rise per quello che avevo detto e ciò non gli fece vedere arrivare il secondo pugno dritto alle costole. La sua risata fu interrotta da una specie di grugnito più per sorpresa che per dolore. «Non mi offendo per così poco», ribadì dopo qualche scambio di mosse. «Perché, credevi fosse una punizione?», chiese velocemente a causa del fiato corto. Non feci molto caso nel sentire di avere il suo stesso tono di voce. «Sinceramente sì. L'unica volta che ho parlato più del dovuto mi hai usato per un tuo stupido test.» Le mie forze stavano per esauristi. Mi sentivo stanca, sopratutto perché il mio avversario non dava nessun segno di resa. Poi, in un secondo, riuscì ad afferrarmi il polso e a portarmi vicino a lui. La mia schiena inarcata poggiava parzialmente sul suo petto e il dolore del polso contorto saliva e mi bruciava tutto il braccio. «Non mi dire che sei ancora ferma a quell'episodio.» La sua voce mi arrivò in un mormorio debole e affaticato, il suo respiro veloce mi spostava una ciocca che era scesa dalla coda. Sentirlo così tremendamente vicino mi fece mettere da parte il dolore per poter reagire. Anche io non mi capacitai di come fui capace di capovolgere la situazione, ma solo dopo realizzai che ci ero riuscita solo perché lui me lo aveva concesso; percepii il suo dolore dal piccolo verso che si lasciò sfuggire.
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Stiles vorrebbe dirle qualcosa, forse dovrebbe ringraziarla di nuovo perché è quasi certo che sia stata lei a prendersi cura delle sue ferite ma Erica non glielo permette, porgendogli un intruglio. «Bevi questo, dovrebbe alleviarti il dolore.» «Non è avvelenato, vero?» Erica scoppia a ridere. «No, certo che no. Gli ordini non sono di certo quelli.» Stiles si rilassa appena. «Oh, e quali sono?» «Padron Derek mi ha chiesto di prendermi cura di te fino a quando non ti saresti ripreso.» Padron Derek. Stiles sente la gola farsi improvvisamente arida per ciò che quelle parole possono nascondere. Ha capito che deve considerarsi prigioniero, che, con ogni probabilità, c'è una ragione se lo hanno portato lì, ma non sa se come merce di scambio o come schiavo. «Perché?» domanda allora. Erica distoglie gli occhi da lui prima di rispondere alla domanda. «Sei stato richiesto nelle sue stanze.» «Per diventare il suo giocattolo?» chiede Stiles in un sussurro. «È la prima volta che padron Derek fa una richiesta del genere. Però, dietro la sua aria da duro, è un bravo signore. Sono certa che, se lo asseconderai, non avrai problemi e ti tratterà bene» cerca di rassicurarlo. Ma Stiles non si sente per niente tranquillo. Lui non vuole essere di nessuno, tantomeno di chi ha distrutto la sua vita. «Mi sento ancora stanco» dice stendendosi di nuovo sul letto e dando le spalle alla ragazza. «Riposa intanto che puoi» gli consiglia Erica. «Non so per quanto ancora sarà disposto ad aspettare.» «Può aspettare finché vuole, non sarò mai suo» ribatte Stiles prima di cadere in un sonno profondo

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