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the love we never had /todoroki shōto x reader/

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WpMetadataNoticeLast published Sun, Dec 12, 2021
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Fanfic
My Hero Academia
il dolore. una cosa che Aiako Otsuki conosce molto bene. colei che voleva da sempre essere una hero ma che veniva disprezzata da tutti a causa del suo quirk. l'unico amore che ha provato è quello dei suoi genitori adottivi, i suoi veri l'avevano buttata in un orfanotrofio appena avevano visto il suo quirk. ma poi grazie alla sua forza di volontà riuscirà ad aprire un varco tra le tenebre e a provare un amore che non ha mai provato prima.... / lemon | smut / / la oc e shōto in questa storia hanno 25 e 27 anni/
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[Katsuki Bakugo x OC] - Lemon/smut & Fluff. Slow burn Enemies to lovers. OOC (passive-aggressive Bakugo). Questa storia racconta ogni cicatrice. Dal capitolo 8: «Mi fissò con un'espressione vagamente torva, una punta di gratitudine mista a confusione, come se stesse guardando un estraneo particolarmente sgradevole che però le aveva appena fatto un favore. E poi realizzai. Non si ricordava di me. Io l'avevo pensata per una settimana, avevo analizzato ogni dettaglio di quell'umiliazione, e lei non sapeva nemmeno chi fossi. Mi aveva rimosso come una macchia sul vetro. L'irritazione mi divampò nel petto, rapida e incontrollata. Prima che potessi filtrare il pensiero, le parole mi uscirono di bocca con una nota di arroganza che non riuscii a trattenere. -«Allora? Sei muta, o hai intenzione di ringraziarmi?» dissi, gesticolando verso lo spazio ormai sgombro accanto al suo banco. Lei inarcò un sopracciglio, scrutandomi come se fossi un insetto fastidioso che aveva appena iniziato a ronzare troppo forte. Non sembrava colpita, né minimamente intimorita. -«Grazie.» rispose, e per un istante pensai di aver vinto. Ma poi aggiunse, con una freddezza che mi spiazzò: «Ma non ricordo di aver chiesto il tuo aiuto.» Non aggiunse altro. Non mi chiese come mi chiamassi, non mi degnò nemmeno di un altro sguardo. Si limitò a raccogliere con calma la borsa, mi scivolò accanto come se fossi parte dell'arredamento e uscì dall'aula. Rimasi lì, immobile davanti al mio banco, con i palmi che iniziavano a scottare. Davvero mi aveva appena snobbato davanti a metà classe? Il nodo allo stomaco tornò a stringersi. Non era odio. Era la sensazione inquietante di aver trovato l'unica persona capace di guardarmi dall'alto verso il basso senza nemmeno alzarsi in piedi.»

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