Sequel di "There is a caos inside me"
Amore. Il sentimento bramato da tutti, quello che è considerato la soluzione per ogni problema. Ma esso è un'arma a doppio taglio. Ti può far stare bene, ma il secondo dopo può distruggerti, consumarti ogni singola goccia leggiadra di felicità, prosciugarti, annientarti la mente.
E questo Iris e Dylan lo sanno bene.
Sette anni, sono passati sette estenuanti anni da quel giorno.
Eppure, qualcosa li fa sempre riunire.
La storia non è finita, perché i caos che vivono dentro di loro, se pur totalmente contrastanti e diversi, non vivono senza l'altro.
Tratto da Chapter 4: Cowardice
Però, appena mi giro, la continua tempesta che si scatena da sempre nei pozzi interminabili e infiniti che sono i suoi bellissimi e sconvolgenti occhi mi travolge, e mi sembra di star affogando improvvisamente in essa.
Il mio corpo, è immobile. La mia anima, invece, trema.
Il mio cuore sussulta. La mia mente si spegne.
Dentro di ma si stanno scontrando delle forze contrarie, dinamiche e statiche, scatenando ciò che più avevo tenuto segregato e intrappolato nella fossa della mia anima buia: il caos più totale, la parte di me che prende il nome di Iris. Proprio quella specifica parte di me medesima che mi ero promessa e ripromessa in continuazione di non riportare a galla.
E la causa di tutto questo mio proprio conflitto interiore, scoppiato prorompente in una battaglia sanguinolenta e dolorosa tra ragione e sentimento, sta in piedi dinanzi a me, a troppi pochi metri di distanza.
(LA STORIA È IN REVISIONE)
"Conoscevo tutti i modi per patire, mi ero innamorata di uno studente militare della Air Force Academy di Colorado, che stava a 994 miglia da Los Angeles. Io e lui eravamo bravi a farci del male, sapevamo che avremmo sofferto, eppure non avevamo mai avuto il coraggio di dirci addio. Incidenti atroci e avventure sconfortanti mi avevano segnata, creando cicature indelebili, la scoperta di verità nascoste mi aveano prosciugata. Il dolore mi scorreva nelle vene costantemente e il sangue mi si congelava dentro, mentre il cuore era colpevole, non avevo potere su di esso, non lo ci si poteva comandare, faceva sempre a volere suo facendomi annegare ogni volta in un oceano profondo. Ogni giorno mi chiedevo se sarei mai più riuscita a venire a galla, oltretutto."