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WpMetadataNoticeLast published Mon, Nov 29, 2021
"Credi che il nostro pianeta sia l'unico?" la sua voce era cupa, rauca. "L'unico con degli abitanti almeno, sì." guardavo il cielo proprio come lui mentre rispondevo. "Se così non fosse, spero non debbano sopportare i nostri fardelli." aggiunse voltandosi poi nella mia direzione. "Per quanto mi riguarda, non risulta essere un fardello prendermi cura di te." sussurrai in risposta con un leggero tremolio nella voce, mentre anche i miei occhi lo guardavano. Non rispose, mi guardò soltanto con le labbra lievemente piegate ai lati e fu soltanto in quel momento che riuscii a vedere quanto puro fosse.
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Storia partecipante ai #Wattys2016 Quando ti svegli in un luogo assurdo e non ti ricordi più niente la paura ti attanaglia lo stomaco e le viscere. Però un piccolo ricordo affiora lentamente, un viso, quello di un ragazzo. E se poi scoprissi che sei morto e che l'unica soluzione per tornare in vita è superare una missione? E se la missione fosse quella di aiutare delle persone confuse a ritrovare il loro cammino? Accetteresti? E se poi ti innamorassi? Cosa faresti? ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- (dal testo) «Non sarei riuscito a descrivere a parole lo spettacolo delle stelle in una notte d'inizio agosto come quella. Forse perché non ce ne sono. Se non l'hai visto non potrai mai capire come è realmente. Sarebbe come spiegarlo ad un cieco. [...] Da dove stavo, le stelle mi sembravano solo minuscoli puntini brillanti che luccicavano accanto alla luna; ma il realtà sono enormi masse di gas e nemmeno concentrandomi riuscivo ad immaginare la loro grandezza. Ci sono concetti, come l'infinito, che l'uomo non potrà mai capire per quanto si possa sforzare. [...] Non siamo concepiti per comprendere queste cose. L'uomo è piccolo e non è altro che un acaro di polvere paragonato all'universo.»

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