Domani - C.R. Mare Fuori

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Mar 18, 2025
Mentre Ciro e Pietro avevano incominciato a discutere animatamente a causa della proposta di quest'ultimo, che Ciro non approvava, Melissa aveva cautamente afferrato la pistola. La rigirava tra le mani, osservava ogni suo piccolo dettaglio e, per qualche minuto, non sentì neanche più le voci di quei due ragazzi. Alzò la testa per osservare le figure di cartone posizionate alla fine del prato inglese del giardino di Villa Ricci e le venne naturale alzare il braccio con cui teneva l'arma, che poi scarrellò con l'altra mano. Si era raddrizzata sul posto, teso il braccio e chiuso un occhio per mirare meglio, mentre sentiva l'adrenalina scorrerle nelle vene. Poi non ci pensò più. E sparò. Più e più colpi, finché non finirono i proiettili al suo interno. I due fratelli erano saltati sul posto e si erano prontamente girati verso la ragazza, che osservava ancora davanti a lei. Erano rimasti impalati, tutti e due, ed alternavano lo sguardo tra le figure trivellate e Melissa, col petto che le si alzava e abbassava velocemente. Loro due raramente avevano centrato perfettamente il bersaglio al primo colpo ed avevano perso più della metà della loro vita ad allenarsi. Ad interrompere quel silenzio era stata proprio lei, che aveva sussurrato un «Scusate» mentre posava la pistola sul tavolino. «Dove hai imparato?» le disse solamente Pietro, sconcertato dalla precisione che aveva avuto la mora nel colpire. «È la prima volta che lo faccio, in realtà». Poi si era girata per andarsene, mentre sfregava tra loro le mani sudate. «CiùCiù» Ciro, che non si era più mosso, finalmente le parlò «Vien ca, fallo di nuovo». Aveva già preso l'arma tra le mani e la stava ricaricando, fremendo dalla voglia di vedere la sua donna nuovamente sparare. E lei si bloccò sul posto, per poi girarsi lentamente con un sorriso stampato in volto. Poi era corsa verso Ciro ed aveva impugnato quella pistola per quella che non sarebbe stata sola la seconda volt
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-STORIA COMPLETATA!- TRAMA: Non era esattamente quello il lavoro dei suoi sogni, ma pur di guadagnare qualche spicciolo per mantenere la madre e i suoi fratelli, Niccolò aveva deciso di barcamenarsi in quell'avventura. La divisa era scomoda, la camicia bianca il suo incubo e il papillon lo infastidiva, ma quella barca era talmente bella che Niccolò aveva deciso di accettare subito il lavoro. Lo stipendio non era un granché e non compensava le estenuanti ore di lavoro, ma l'avventura e il senso del dovere lo avevano convinto ad imbarcarsi. In fin dei conti doveva portare i pasti ai ricchi figli di papà che alloggiavano nelle suite della nave, pulire le loro stanze, accompagnarli ai gala che si tenevano nel salone principale dell'imponente imbarcazione. Una signora in particolare lo divertiva: diceva di essere stata costretta a salire su quella nave, una nave maledetta. Nessuno le credeva, ma quando una serie di omicidi iniziano a turbare il piacevole viaggio, molti iniziano a darle retta. - TRATTO DALLA STORIA: «Pensi che quella strana vecchietta sia coinvolta negli omicidi?» Niccolò fa spallucce, finendo il sigaro che aveva rubato ad uno dei ricconi. La ragazza davanti a lui lo osserva di soppiatto attraverso i grandi occhiali da sole. «Dobbiamo scoprire chi c'è dietro tutto questo» Niccolò si lascia scappare una risatina divertita, «Dobbiamo? Io e te?» La ragazza annuisce. Niccolò scuote la testa, gettando il sigaro nel secchio affianco a lui, «Mi dispiace illuderti detective,» la sbeffeggia, «Ma io sono un semplice cameriere e tu un'infelice ragazza ricca che tenta di emanciparsi dalla sua triste condizione sociale, fa già ridere così» Meredith allora solleva il grande cappello e sfila gli occhiali da sole. Poi fa un passo nella direzione di Niccolò, fissandolo con intensa convinzione. Un sorriso sicuro si impossessa delle sue labbra. «Proprio per questo. Nessuno sospetterebbe di un cameriere ed una figlia di papà che investigano, no?».

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