Radioactive.

Radioactive.

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WpMetadataNoticeLast published Wed, Apr 8, 2015
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Fiction
Fantasy
Erano le 23.26, mia madre e mia sorella dovevano tornare a breve. Mio padre era fuori, probabilmente ad ubriacarsi con qualche suo amico. Io ero raggomitolata in un coperta sul divano a guardare i cartoni animati -come tutti i bambini di 7 anni- alla televisione. Ricordo di stare guardando le winx. Quanto le amavo da piccola, ne ero ossessionata. Sentì un tuono dall'esterno e andai a vedere come fosse la situazione atmosferica: le saette squarciavano il cielo, ormai interamente coperto da cumulinembi; la pioggia scendeva violentemente e la nebbia era talmente fitta che non si vedeva molto lontano. Mentre ero persa a guardare le gocce sul vetro della finestra, udì un tonfo simile ad un albero cadere, provenire dalla mia camera. Corsi davanti alla porta della mia stanza, dove mi ci fermai difronte. Misi un orecchio contro il legno levigato che mi separava da qualsiasi cosa si fosse trovato all'interno della mia cameretta, aspettando un altro suono che arrivò dopo qualche minuto. Appoggiai la mia piccola manina tremolante sulla maniglia fredda. Avevo il corpo sudato e il cuore il gola. Il silenzio era interrotto dalla televisione ancora accesa e dal mio respiro pesante causato dall'ansia e dalla paura. Mi feci coraggio e spinsi la maniglia in basso spalancando la porta. Non l'avessi mai fatto... ** "Nel bene c'è sempre un po' di male. Nel male c'è sempre un po' di bene."
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SEQUEL DI SCOMESSA MORTALE «È tutto nel sangue, non è questione di passato o persone ma nel sangue, il mio. Nelle mie vene scorre sangue marcio, nero come me, come i miei demoni e ti ho portato con me affondo» le urlo mentre lei prova ad abbassare la pistola che avevo in pugno. «Blacke, guardami» la guardo, i suoi smeraldi, i suoi bellissimi smeraldi mi imploravano di smettere, di ritornare da nostro figlio, dalla nostra famiglia. «Non posso, non posso farlo» urlo in mezzo al bosco con rabbia e dolore. «Allora spara Blacke, ma sparami nel petto perché se sbagliassi il colpo, dovrò farlo io» Esce la pistola e la punta contro di me. «Sei fiamma che brucia, la mia fiamma» mi ripete con le lacrime che li rigavano il volto pieno di lividi e graffi ed io mi sentivo morire perché l'avevo fatta scendere nel mio profondo, nel buio più scuro e marcio che era il mio cuore, dove solo lei ha visto ogni cosa di me, ogni mio aspetto, soprattutto il peggiore e mi amava ugualmente. «Blacke lasciati andare, fallo per noi» Implora con i suoi occhi, mi volto e guardo le nostre moto distese a terra, ridotte peggio di noi. «Mi dispiace Amore mio» dico con un nodo in gola e poi in un attimo giro la pistola sulla mia tempia e premo il grilletto. ⚠️Attenzione, presenti nella storia scene esplicite di sesso, violenza e presenti anche uccisioni⚠️ La storia è coperta da copyright

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