Story cover for ellie by anaduka
ellie
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Ongoing, First published Jan 05, 2015
Caro diario,mi chiamo Ellie e ho 16
 anni.
Scrivo molto ed e l'unica cosa che mi riesce bene.
 Sono una ragazza molto fragile.
A scuola ci sono delle caste:
ci sono i fighi che si chiamano "KEN" e le fighe che si chiamano "BARBIE" poi ci sono i lecca culo o detti anche "RICCHI" e poi i normali chiamati normali e gli sfigati chiamati "CESSI".
Io sono nei normali ma odio la mia scuola per via di queste caste.
Scusa non mi sono presentata molto.
Allora...ho i capelli marroni scuri gli occhi blu mare e le labbra carnose e di corporatura sono normale .
Ti avevo lasciato in disparte da tanti anni perche non avevo bisogno di scriverti ma ora si e anche troppa.
Come ho gia detto sono una ragazza fragile anche se non sembro,mio padre e morto in un incidente stradale pochi anni fa e mia madre e depressa,la scuola bene ma a nessuno interessa...i miei fratelli ormai vengono a casa solo per mangiare come i gatti.
Io non ho tante amiche e una di queste si chiama Tamara.
Tamara e la mia bff.
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DUE AMICHE, UN SOLO DESTINO: L'AMORE

4 parts Complete

Uno dei pochi ricordi che ho delle scuole elementari, è il mio nono compleanno. Era forse la terza o la quarta ora, e mancava l'insegnante. Nel pomeriggio mia madre mi avrebbe organizzato una festa a sorpresa, ma io non avrei dovuto sapere nulla. Stavamo ridendo e scherzando in gruppo quando, non so perchè, feci arrabbiare una mia amica e per dispetto mi disse >. Allibita, le chiesi quale festa e lei ancora più infuriata replicò >. Mi girai, seduta al mio banco e non dissi più nulla pensando alle sue parole. Io ho sempre odiato le sorprese. Ricordo che quel giorno faceva caldo e in aula c'erano le veneziane abbassate. Non filtrava molta luce e tra il buio, i miei pensieri e il caldo, all'improvviso svenni. Mi svegliai in un aula affianco alla mia, con l'insegnante di sostegno, la mia amichetta con cui avevo discusso e mia madre. Non seppi mai spiegare perchè successe ma tutt'ora, quando accumulo troppe tensioni mi capita di svenire. Al pomeriggio, la festa, la facemmo lo stesso e mi ricordo che è stata una delle più belle giornate della mia vita. Abbiamo mangiato, giocato, riso, parlato e alla fine, stremate, tutte le mie amiche se ne andarono a casa. Felice, ma stanca, ringraziai mia madre e andai a letto. Quelle amiche, una volta cresciute, non le vidi più tranne una: la mia amichetta con cui ebbi la discussione.