Lei è il mio trauma

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Jan 6, 2015
Storia con contenuti delicati. La protagonista è lesbica. "Dimmi Mel, dove ti trovi in questo momento?" "In camera mia, non lo vedi?" "Sei da sola?" "No" sorrisi. "Chi c'è con te?" Sapevo chi c'era. Conoscevo perfettamente quei capelli lunghi e castani, quegli occhi color nocciola e talmente profondi, quelle labbra carnose ma non troppo e quei denti perfettamente bianchi e dritti. In quel momento sembrava tutto così reale, come se, allungando una mano, avessi potuto toccarla, magari abbracciarla. Mi mancavano disperatamente i suoi abbracci. Ma le mie braccia non ne volevano sapere di spostarsi da dove erano. Poggiate sui braccioli della poltrona, le mani strette intorno ad essi. La scena che vedevo però sembrava così vera, nonostante avessi gli occhi chiusi. L'unica cosa che mi permetteva di capire che non stavo vivendo realmente quello che vedevo, che era una cosa già successa, era la voce del mio psichiatra.
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#149
lesbica
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Dalla storia:Chiusi gli occhi per qualche secondo , ancora intontita e forse spaventata per quella caduta improvvisa. Quando li riaprii vidi l'autore di tutto quel disastro, che mi allungò la mano per aiutarmi ad alzarmi mentre borbottava scuse continue. Ora era più vicino e potei osservarlo attentamente: era decisamente più alto di me, aveva dei bellissimi e profondi occhi verdi, dentro i quali avrei potuto perdermi se lo avessi osservato ancora a lungo. Dei capelli ricci contornavano il suo bellissimo viso , che assunse una strana smorfia, probabilmente dovuta al fatto che lui mi stava parlando ma io non lo ascoltavo. Una ciocca riccia si spostò leggermente sul viso infastidendolo tanto che con un movimento leggero scosse i capelli con la mano portandoseli lontano dagli occhi. -mi dispiace, non ti avevo vista- disse con un tono sinceramente dispiaciuto. -ehm.. si be..non importa - le parole facevano fatica ad uscirmi. Leggete....

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