L'Architettura dei Passi Perduti
11 partes Concluida Due solitudini. Una soglia arrugginita. Il coraggio di ricominciare quando il mondo pensa che sia ormai tardi.
A sessant'anni, Benedicta credeva di aver già vissuto tutte le versioni possibili di se stessa: figlia devota, moglie invisibile, madre presente. Quando torna alla villa di famiglia per chiudere i conti con il passato, non cerca una nuova vita, ma solo il silenzio necessario a congedarsi dai ricordi.
Ma il silenzio ha una voce, e quella voce appartiene a Sebastian.
Lui, un restauratore che vive tra l'odore del legno e il rumore dei suoi pensieri, la osserva da lontano da vent'anni. Custodisce frammenti di lei che la terra ha restituito: una biglia, una chiave, un frammento di ceramica. Sebastian sa che le cose rotte non vanno buttate, ma ascoltate. E sa che Benedicta, come la vecchia sedia di sua madre o la porta bloccata del giardino d'inverno, ha solo bisogno di mani pazienti per tornare a respirare.
In un mondo che corre troppo veloce, Benedicta e Sebastian scelgono la lentezza. Tra lettere scritte a mano, messaggi lasciati tra i rami e il profumo della resina, scopriranno che l'amore a sessant'anni non è un fuoco che brucia, ma una luce che rivela.
Un romanzo psicologico e sensoriale che esplora la bellezza delle cicatrici e la forza rivoluzionaria di chi, nonostante tutto, osa ancora fiorire.
"Il legno non cede mai. Si adatta. Siamo noi che dobbiamo capire quando smettere di colpire."