«Ancora tu!» sbottò Yoongi, ora sapeva almeno il suo nome, con il dito indice fieramente puntato contro il petto di Jimin, mentre questo lo guardava con lo sgomento nello sguardo e la voglia di scappare a gambe levate da quel posto.
Tutti i presenti si zittirono, la musica del locale sembrò scomparire mentre i due ragazzi rimasti in piedi si osservavano come se fossero due animali nella prima fase della loro conoscenza.
«Eh già, proprio io. Piacere, Jimin», con sguardo sfuggente e una mano a grattarsi la nuca a disagio, Jimin allungò l'altra mano verso l'altro con la speranza che gliela stringesse per potersi almeno presentare come due persone civili.
Yoongi, represse un'occhiata omicida verso il suo migliore amico, conscio del fatto che una volta tornati nel loro appartamento, sicuramente, avrebbe giocato a fare Picasso con la sua faccia, e tornò con lo sguardo verso il biondino. Dio, già non lo sopportava, e pensare che avrebbe dovuto fare amicizia con lui perché secondo il suo migliore amico "sicuramente ti piacerà, schizzinoso come sei!". Al diavolo, pensò Yoongi, mentre sbuffava e senza rivolgere ulteriori attenzioni all'altro, si voltò per tornare a sedersi sul divanetto dove precedentemente stava stravaccato.
«Bene! Sembra che già tu gli piaccia!» intervenne così Hoseok, rivolgendosi ad uno scioccato e imbalsamato Jimin, avvolgendo un braccio intorno al suo collo e sorridendogli con entusiasmo nello sguardo.
Tsk, pensò Jimin, come no.
"Jimin-ssi ti am-" iniziò il corvino, ma le sue parole vennero fermate sul nascere dalle mani del maggiore che si depositarono sulla sua bocca, tappandogliela.
Scosse la testa e gli sorrise leggero.
"JungKook-ssi, lascia che per una volta sia io a rassicurarti" soffiò a bassa voce il bruno ad un passo dal viso del minore, parole bisbigliate come se fossero un segreto tra loro due che avrebbero custodito per sempre e che nessuno, neanche le mura di quella stanza, potevano sapere.