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La mezza via

La mezza via

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WpMetadataReadComplete Sun, Jan 18, 2015
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erano le 7 e ad un tratto arriva mia mamma nella mia cameretta a svegliarmi perché oggi dovevo andare a scuola.. la mia voglia di andare a scuola ero dello sotto zero. Sopratutto se rivedere le persone che non ci piace e peggio che peggio... cosi si fecero le 7:20 io stavo per uscire da casa mia quando accesi il cellulare,pensando che qualcuno al mondo mi pensasse... ma era tutto falso, andai su whatsapp per niente solo per rovinarmi la giornata di quanto non lo fosse di gia... cosi chiusi subito whatsapp e il cellulare e mi incamminai per andare a scuola...arrivai a scuola alle 7:50... mentre camminai guardavo il vuoto che c'era nei miei occhi, però sapevo che non potevo fare vedere la mia tristezza agli altri così "dovevo trattenermi con il finto sorriso" per la gente così che non venissero da me con coccole e sdolcinatezze... dovevo stare "felice" per 6h, per quelle 6h maledette... che era difficile da rapportare.
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Quando questa storia, vera, mi è stata raccontata non era così divertente. Non è mai divertente la fine di una storia di amore, tra l'altro lunga come questa. C'erano pianti e rabbia e delusione. C'era tanto dolore. Da ciò è nato il desiderio di trasformare tutto ciò. Ho chiesto alla mia amica di riflettere su ciò che le stava succedendo e di scrivermelo a grandi linee, inviandomelo la sera via WhatsApp. In pratica un diario terapeutico (la diarioterapia è spesso consigliata dagli psicologi, quelli seri, poiché sostengono che formulare a parole quello che ci fa paura o che ci preoccupa è il primo passo per liberarcene). Io però poi lo rielaboravo, cercando di metterci il meno possibile del mio ma indossando, grazie al mio distacco, le lenti dell'ironia e del sarcasmo. Poi glielo rinviavo il giorno dopo. Dopo qualche giorno era così divertita e presa dalla scrittura della nostra storia a quattro mani che lei stessa mi raccontava ormai ciò che le succedeva come fosse una barzelletta. Perché, se non ti resta che piangere, diceva qualcuno, forse è meglio prenderla a ridere.

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