Lettera agli amici ucraini

Lettera agli amici ucraini

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Cosa significa vivere lontano da tutto ciò che conosciamo? Cosa significa dover lasciare le proprie famiglie, la propria città, gli amici? Una risposta a queste domande, io non la so dare. Non posso saperlo. È per questo che dedico questa lettera ai cittadini ucraini e a tutti coloro che stanno subendo lo strazio della guerra! Dedichiamo un pensiero a tutti quei bambini e a quelle famiglie che sono dovute scappare, e che tutt'ora scappano, dal loro passato, dal loro presente e dal loro futuro!💙💛
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La storia di Jonas è una storia personale, ma è anche una storia comune a tanti bambini che vivono in paesi dove la guerra è quotidianità e sognano una vita lontana dalle sue violenze. E' la guerra che costringe Jonas alla fuga e così, con la complicità di scafisti senza scrupoli, intraprende il suo viaggio di speranza in cerca di un futuro migliore. In fondo, questi scafisti trovano sempre un terreno fertile speculando proprio sulla paura delle persone o, dipende da come si vuol vedere la situazione, sul coraggio di queste ultime. Eh sì, coraggio, mosso da immane disperazione, perchè sai che hai solo la metà delle probabilità di arrivare vivo, ma poiché non hai nulla da perdere, sei pronto a rischiare tutto, anche la vita. Vivi o muori, 50% e 50%, sempre meglio del 100% di sicura morte nel loro Paese. In fin dei conti rimanere nel proprio paese significa morire lentamente ogni giorno, mentre in mare, mal che vada, muori una volta sola. Ma almeno una probabilità, una speranza ce l'hai ed è proprio a quella speranza che Jonas si aggrappa. Ma la traversata non è mai priva di pericoli e il sogno di una vita migliore non è senza ostacoli. L'importante però è provarci. Se ti arrendi in partenza hai già finito di vivere. D'altronde...Sono i sogni che ti danno la forza di andare avanti.

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