Il Castello di Dracul

Il Castello di Dracul

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WpMetadataReadComplete Tue, Apr 12, 2022
Racconto breve, leggermente horror/thriller/storie sui vampiri stile anni 90. Plot twist alla fine. Fatemi sapere che ne pensate. Qui sotto la sinossi: Che fine ha fatto il grande scrittore Arthur Green? Tutti sanno che da ragazzo è partito alla volta di una terra selvaggia e misteriosa in cerca dell'ispirazione per un nuovo avvincente romanzo ma tornato a Londra dopo qualche mese è scomparso dalla scena per sempre, chiudendosi in casa e rifiutando di vedere chiunque. Un giovane e tenace giornalista, dopo quarant'anni, riesce a farsi raccontare la sua storia... Dov'è stato mr. Green? E cosa ha visto di così terribile da costringerlo ad un silenzio così lungo?
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Una ragazza si sveglia nella terra ed esce con occhi rosso sangue, denti acuminati e una sete implacabile... Spaventata dalla sua fame e dai pensieri violenti, scappa fino a incappare in un vecchio lupo mannaro, Stephen, che la accoglie nella sua comunità. Non sa chi l'ha trasformata e nulla della sua vita precedente. Come se non bastasse il pupillo di Stephen, Kurt, sviluppa un'istantanea ossessione per lei, e sembra pronto a tutto per averla. Estratto: "Apri gli occhi, Rue." "Mi sento... soffocare..." sussurrò senza fiato, credeva di essere sul punto di svenire da quanto era sopraffatta dalla situazione. La grande mano di Kurt era deliziosamente calda contro la sua pelle fredda e morta. Si sentiva soffocare anche se non aveva bisogno di respirare, l'atto di prendere aria nei propri polmoni non le riusciva, stava sussultando invece di inspirare. Sentiva la testa leggera e il petto pesante. Le dita del ragazzo le accarezzarono le guance con delicatezza. "Rue, datti una calmata" disse con dolcezza. La vampira cercò di calmarsi prima di guardarlo, ma l'odore di sangue era forte nell'aria e lei lo desiderava così tanto che le veniva da piangere. Sentiva il sangue nelle sue vene, scorrere come acqua nei fiumi, col dolce suono scrosciante che l'attirava sempre più. Voleva solo cadere in ginocchio e pregarlo di lasciarla bere, pregare di avere la sua vena. Era poco più di una bestia affamata. Lentamente aprì gli occhi e lo osservò. Non la guardava con orrore come pensava lei, ma con gli occhi languidi e un accenno di sorriso. Poi anche i suoi occhi cambiarono e divennero gialli e le sue zanne si allungarono. "Non siamo poi così diversi" sussurrò. "Solo che anche questi si allungano." Le mostrò i canini sui denti inferiori leggermente più lunghi, tirando giù il labbro.

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