Love in the sky (BL)

Love in the sky (BL)

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WpMetadataNoticeLast published Tue, Sep 24, 2024
"-Mi dispiace, non lo sapevo. Pensavo saresti rimasto qui al sicuro- gli occhi di Amon erano spalancati e pieni di preoccupazione e tristezza -Posso provare a parlare con qualcuno...- -Non ce n'è bisogno. Non sono felice di andare così in fretta a combattere, ma...- Otis si alzò senza guardare l'amico, si diresse verso la tenda scostandola e mentre usciva aggiunse -...ti seguirò fino alla mia morte Amon-" Andare a caccia nel mondo degli dei é una cosa normale per i primogeniti, almeno dopo una certa età, Otis aspettava con ansia quel momento, ma quando arrivò troppo presto si ritrovò a voler scappare. Ma non si può scappare. Quindi ora é bloccato con poco addestramento in una missione che sembra suicida. Almeno é amico del comandante del gruppo, ok, forse più che amico (BL) -uffa
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♬𝑃𝑢𝑙𝑙𝑖𝑛' 𝑦𝑜𝑢𝑟 𝑓𝑎𝑐𝑒 𝑐𝑙𝑜𝑠𝑒, 𝑤𝑎𝑛𝑡𝑖𝑛𝑔 𝑡ℎ𝑒 𝑖𝑛𝑚𝑜𝑠𝑡 𝑆ℎ𝑜𝑤 𝑚𝑒 𝐼'𝑚 𝑛𝑜𝑡 𝑎𝑓𝑟𝑎𝑖𝑑 𝑜𝑓 𝑦𝑜𝑢 𝑛𝑜𝑤 𝐼'𝑚 𝑛𝑜𝑡 𝑎𝑓𝑟𝑎𝑖𝑑 𝑜𝑓 𝑦𝑜𝑢 𝑛𝑜𝑤 𝑉𝑖𝑙𝑙𝑎𝑖𝑛 𝑎𝑛𝑑 𝑣𝑖𝑜𝑙𝑒𝑛𝑡, 𝑖𝑛𝑓𝑎𝑛𝑡 𝑎𝑛𝑑 𝑖𝑛𝑛𝑜𝑐𝑒𝑛𝑡♬ ꧁꧂ Lee Minho non aveva mai creduto nelle seconde possibilità, e men che meno nella possibilità di un cambiamento. Per lui, la vita era un viaggio già scritto, senza deviazioni, fatto di noia, insoddisfazione e qualche amarezza qua e là. Forse per questo sua madre aveva deciso di mandarlo lontano da casa, dalla frenesia della città, nel piccolo e tranquillo paesino di Levanter, una minuscola comunità incastonata tra le colline, dove il tempo sembrava essersi fermato. Minho odiava tutto di quella decisione. Odiava i campi infiniti che sembravano non avere mai fine. Odiava il silenzio spezzato solo dal vento. Odiava il fatto che la scuola fosse a mezz'ora di distanza e che ogni mattina dovesse alzarsi presto per prendere un vecchio trenino cigolante, pieno di studenti chiassosi e anziani con cui non aveva nulla in comune. Ma, più di ogni altra cosa, odiava sentirsi come un esiliato, condannato a vivere in quel posto "per il suo bene". Alla scuola di Levanter, Minho si sentiva fuori posto tanto quanto nel resto del paese. Non era interessato a fare amicizia, e il suo atteggiamento freddo e scorbutico teneva tutti a distanza. Tutti tranne un ragazzo. Han Jisung era diverso dagli altri: sempre con un sorriso pronto, eppure mai invadente. La sua allegria sembrava contagiosa, ma nascondeva una timidezza che Minho non riusciva subito a decifrare. In apparenza, i due non avrebbero potuto essere più diversi. Eppure, giorno dopo giorno, viaggio dopo viaggio sul trenino

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