PUZZLE

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WpMetadataNoticeLast published Fri, Jun 17, 2022
All'età di 16 anni Alexandra Parker si ritrova con la vita ridotta in tanti pezzi come le tessere di un puzzle, messo li a caso sul tavolino da caffè pronto per essere costruito ma che alla fine quando credi che sia finito manca sempre l'ultimo pezzo per completarlo. Ed è così che Alex cerca di ricostruire la sua vita, pezzo dopo pezzo sperando sempre in qualcosa di buono. Riuscirà a trovare un grande amore che però verrà ricambiato ma forse nel modo sbagliato, Harry è l'ultimo pezzo mancante di quel puzzle chiamato vita che se solo volesse si incastrerebbe alla perfezione. "Harry! Abbiamo mangiato un cheesburger un'ora fa, ti prego non dirmi che hai di nuovo fame perché io non credo di riuscire a far entrare altro cibo dalla mia bocca." Il riccio in tutta risposta si appoggia al ripiano della cucina e mi attira a se in un leggero abbraccio, fa scivolare una mano lungo la mia schiena fino a stringermi una natica attaccando i nostri bacini. Con l'altra mano prende ad accarezzarmi il viso osservando i movimenti lenti delle sue dita, fino alle mie labbra premendo ad accarezzare con un pollice quest'ultima. Lento come i suoi movimenti fissa i suoi occhi nei miei, mi osserva con sguardo languido per un pò. "Farei entrare altro nella tua bocca Lexie e di sicuro non il cibo."
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«Porca troia.» All'inizio pensai che l'esclamazione di Lottie fosse solo una reazione al sapore della tequila, ma poi notai il suo sguardo fisso su un punto imprecisato alle mie spalle, la bocca aperta e il mento a terra. «Non giratevi» si affrettò ad aggiungere. Inutile dire che sia io che Riley ci voltammo all'istante. Seguii il suo sguardo fino a inquadrare l'unica ragione che avrebbe mai potuto sortirle quell'effetto. Quando i miei occhi si posarono su di lui, il movimento del locale sembrò arrestarsi, come in un freeze mob. Sapevo che era solo una percezione della mia mente. Il mondo continuava a girare. Ma il mio no. Alto, spalle larghe, capelli scuri raccolti in uno chignon disordinato, la camicia sbottonata, i tatuaggi in vista. Ci passò accanto senza degnarci di uno sguardo, anche se i nostri occhi erano incollati su di lui. Eppure mi sentii osservata da ogni sua fibra. Lasciò dietro di sé una scia di colonia che rimase a lungo nell'aria, e la respirai con insistenza. «Chi diavolo è?» La domanda di Lottie sorse spontanea, mentre non distoglieva lo sguardo dalla sua figura. Fu inutile specificare a chi si stesse riferendo, certa che anche noi stavamo guardando nella sua stessa direzione. Lui camminava nel locale con quella sua sicurezza innata, come se lo conoscesse come le sue tasche. «Ah-ha.» Riley prese una manciata di noccioline e le portò alla bocca, masticandole lentamente. «Mi spiace dirvelo, ma lui è off-limits. È uno di quei tipi che si concede solo alle puttane di lusso.» [...] Mi alzai dallo sgabello, abbassando poi la minigonna che si era leggermente sollevata sulle cosce. Sentii lo sguardo di Lottie e Riley addosso. Afferrai lo shot di tequila e lo bevvi d'un sorso. Non avevo intenzione di ubriacarmi, ma l'alcool avrebbe spazzato via ogni esitazione. «Immagino... che questa volta dovrà fare un'eccezione, perché ho proprio voglia di scopare.»

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