Coppa Davis 1998: il cuore e la racchetta

Coppa Davis 1998: il cuore e la racchetta

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L'unica vittoria italiana in Coppa Davis fu in Cile nel 1976. Il punto più basso, invece, fu la sconfitta contro lo Zimbabwe che condannò la nostra nazionale alla "serie C" nel 2003. Ma tra la vittoria del 1976 e la retrocessione in serie C nel 2003 ci sono comunque annate memorabili, tra cui anche quattro finali perse: 1977, 1979, 1980, 1998. E, andando ancor più indietro nel tempo, gli azzurri ne disputarono altre due, nel 1960 e nel 1961, uscendo sempre sconfitti. Ricapitolando: sei finali perse ed una vinta; tutte in trasferta tranne una! Ed è proprio su quest'ultima che ci soffermeremo. La finale di Coppa Davis del 1998 si disputò sulla terra rossa indoor di Milano e sembrò che la buona sorte ci saldasse una piccola parte dei suoi debiti, salvo poi accumularne degli altri nella maniera più crudele e infame possibile. Come al solito, la nostalgia mi sarà d'aiuto nel trovare le parole, anche perché i protagonisti sono proprio i primi giocatori in assoluto, dello sport che amo, che ho conosciuto.
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"Ho imparato a colpire forte, a resistere al dolore, a giocare ogni punto come se fosse l'ultimo. Ma nessun allenamento mi aveva preparata a questo: a un cuore che accelera senza preavviso, a uno sguardo che sfida le mie difese più del match point più duro. Pensavo di aver chiuso con le partite decisive... e invece eccomi, di nuovo in campo, senza racchetta, ma più esposta che mai." Carla Leone, classe 2002, un tempo regina indiscussa dei campi da tennis, ha toccato il cielo con un dito vincendo più volte i tornei del Grande Slam. Ma la gloria è svanita troppo presto: un infortunio devastante al ginocchio l'ha strappata via dal suo primo amore, costringendola a dire addio alle competizioni. Ora vive a Torino, città che profuma di storia e passione sportiva, dove allena giovani promesse del tennis con la stessa grinta che l'ha resa una leggenda. Proprio lì, nella città della Juventus, il destino intreccia il suo cammino con quello di Kenan Yildiz, classe 2005, astro nascente del calcio europeo e volto brillante della prima squadra bianconera. Durante una partita all'Allianz Stadium, lo sguardo del giovane attaccante si posa su Carla tra il pubblico: è solo un attimo, ma qualcosa cambia. I due si ritrovano poco dopo, tra i corridoi della Continassa, centro nevralgico della Juventus, e da quel momento, i loro mondi, così diversi eppure così simili, iniziano a orbitare l'uno attorno all'altro. Tra sfide silenziose, dialoghi intensi e sogni da ricostruire, nasce una connessione inattesa, fatta di ferite da guarire e nuove possibilità da scoprire. Due sport. Due cuori. Un incontro che cambierà tutto. Storia coperta da copyright, utilizzo di personaggi inventati e non, avvenimenti totalmente frutto della mia fantasia.

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