NERO COME L'INCHIOSTRO

NERO COME L'INCHIOSTRO

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WpMetadataNoticeLast published Thu, Jun 9, 2022
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Poetry
Ho scritto questa poesia vedendo la foto di un manicomio. Ho sentito, come se fossi io in quella stanza. Una stanza grande, sporca con una finestra enorme aperta su un cortile chiuso. La foto ritraeva una stanza vuota, spoglia di mobili o arredo, sporca negli angoli, come i vetri della finestra, eppure io ho sentito il pianto di una donna che in un angolo della stanza si dondola, strappa i suoi capelli unti e sbatte la sua testa e il corpo in un movimento ipnotico, cantando quasi una cantilena. La donna è in un abisso interiore, è sola, sporca e infreddolita ma i suoi bisogni fisici non hanno più molta importanza, perché lei è persa in un vortice interiore, nero come l'abisso e non ha il coraggio di guardare fuori dalla finestra aperta. Il cortile rappresenta la salvezza, il mondo la voglia di guardare fuori se stessa, ma la donna non ha né la forza né la voglia di guardare oltre. In copertina un mio quadro, presente anche sulla mia pagina instagram @maviartist https://www.instagram.com/maviartist
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La matita scorreva sul foglio e assumeva pian piano una forma sotto i miei occhi. Bianco e nero. Non pensavo quando disegnavo, non lo facevo mai, e mi ricordava lui, in modo indissolubile. Mi allontanava da tutto il peggio che c'era, quanto di piú sbagliato esistesse tra di noi. Da quando lo conoscevo avevo ormai dimenticato cosa volesse dire disegnare qualcosa che non fosse stato lui. Avevo impresso nella mente il verde dei suoi occhi e l'avevo lasciato ovunque. Sui fogli, sui muri, sui marciapiedi. Ovunque. La matita scorreva e mi portava in un mondo che potevo decidere io, e in quel mondo, il mio, c'eravamo io e lui a toglierci il grigio da dosso e a colorare i resti della nostra vita. Diversi, é così che ci giudicavano, diversi ma fottutamente uguali. E io lo odiavo, e poi lo amavo, cosí interrottamente e incondizionatamente che avevo perfino paura di me stessa. Lui mi buttava giú, mi trascinava in fondo al mare, negli abissi, ma poi mi salvava ed era la mia ancora di salvezza.

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