Nella Londra del 1900, la realtà, le persone, i sentimenti erano diversi. Ogni sfumatura doveva essere repressa, eliminata, straziata in quella sua vivacità che le permetteva di distinguersi dalla conformità. A quel tempo l'unica scelta che le persone potevano permettersi era Prendere o Lasciare, ovvero: accettare quella vita triste e oppressiva, oppure liberarsi nel cielo per vivere in eterno. La proposta era semplice e di un'estrema complessità. Ammettere di preferire la seconda opzione avrebbe causato innumerevoli complicazioni, a tal punto che anche la fine stessa sarebbe parsa misera. La gente temeva il futuro, ma continuava ad aggrapparsi con le unghia e con i denti alla società per farsi rispettare, molti cadevano nel trucco e perdevano loro stessi, altri giocavano con i fili della loro esistenza e riuscivano a fuggire. Un esempio del divieto principale presente a quel tempo era l'amore, privo di logica a parer delle persone, lì non era presente neanche la possibilità di decidere, era un'accettazione e nient'altro. In una situazione di tale calibro l'unica via di uscita risulta essere la fuga.
Nella Londra del 1900, due uomini cercheranno il proprio lieto fine, in una realtà dove sembra prevalere la negatività e in cui la bestia passa per il buono della storia. Harry e Louis in preda a delle crisi esistenziali, incerti sul vivere e il cadere, tenteranno di soddisfare la loro esigenza di ottenere risposte. Saranno l'uno la salvezza dell'altro, l'unica corrispettiva via di fuga per non annegare nelle leggi del tempo.
Oppure: una storia in cui Louis stanco fugge per qualche giorno dalla propria dimora e, ironia della sorte, incontrerà un altro fuggiasco oppresso dalle stesse leggi, schiavo di una vita non sua, ed esclusi dal mondo impareranno a conoscersi e a vivere.
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