Amami anche se sono sbagliata

Amami anche se sono sbagliata

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WpMetadataNoticeLast published Sun, Jan 25, 2015
Era sabato sera e stavo aspettando in piazza San Lorenzo Elisa, la mia migliore amica.Faceva freddo e io indossavo un vestitino bianco, corto, un cappottino nero, gli stivaletti neri con il tacchi alti, i capelli piastrati e poco trucco. In piazza non c'era molta gente, ed erano quindici minuti che aspettavo Elisa. Pochi centimetri da me c'era una panchina libera così mi decisi a sedermi. Dopo qualche minuto mi si avvicinò un uomo qui sessanta anni e mi disse : ciao bellezza, che ci fai qui sola soletta? Vuoi che ti tenga in compagnia?. Lo guardai irritata e disgustata e con calma gli dissi:<< guarda che se non te ne vai chiamo la polizia.>> dicendo questo gli mostrai il cellulare. Dopo arrivò Elisa, che vedendo l'uomo mi chiese:<< ma chi era quello? cosa voleva d a te? <<mah niente, voleva farmi compagnia diciamo.>> << Mery stai molto attenta.>> <<va bene, mammina>> <<Dove vorresti andare di bello stasera? >> andiamo in discoteca? hai presente quella vicino al corso bellaluna?
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Ciao ragazzi, questa storia NON è mia. È la storia che una ragazza ha pubblicato su EFP e ho deciso, per motivi di comodità, di trascriverla qui. Ripeto: non è una storia mia. [Dal capitolo 11..] «Stai ammettendo che qualcosa ti spinge a non distanziarti da me?» Sorrise assottigliando lo sguardo. « Il tuo cuore gioca brutti scherzi, Emily.» «Il mio cuore sa benissimo dove andare, il tuo non lo sa...» distolsi lo sguardo, cercando di ragionare. «Il mio è fermo.» Rimase impassibile. Nessuna emozione. Nessun atteggiamento. C'erano solo i suoi occhi immensi e le sue labbra socchiuse. «Beh, fallo ripartire allora.» Scrollai le spalle. Scoppiò a ridere, ma poi tornò serio, «Ci vorrebbe una spinta forte.» Accennò una smorfia con il naso. Così approfittai della situazione e lo spinsi facendolo indietreggiare di poco. Lui mostrò un sorriso divertito, ma allo stesso tempo dolce. «Così va bene?» Chiesi poggiando le mani sui fianchi. «Non ci provare. È duro come un martello.»

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