<<non pensavo fossi bugiarda>> mi guardó con aria quasi delusa, in quel esatto momento potevo sentire il suo cuore battere all'impazzata. Era stato un colpo fin troppo basso, ed io ero l'artefice di tutto
<<ti sei fatto un idea diversa di quella che sono>> lo guardai incapace di aggiungere altro, sono complicata e lui ne era consapevole.
<<forse mi sono aggrappato ad un idea di te che mi piaceva>> ammise guardandomi diritto negli occhi. I suoi occhi delusi mi scrutavano fin dentro l'anima, e forse in quel momento, mi resi conto che perderlo era stata la cazzata più grande che potessi fare.
<<mi dispiace >> lo dissi realmente armeggiando le chiavi della macchina per non alzare lo sguardo ancora una volta verso il suo viso.
<<forse a me di più >> sentì i passi allontanarsi dal mio corpo, e forse la mia vigliaccheria non voleva che lo guardassi andar via. Per un attimo per una frazione di minuto ho pensato per davvero fosse l'amore della mia vita, ma eravamo troppo simili, e lui troppo danneggiato. Due pezzi troppo diversi per incastrarsi fra loro, ed eravamo consapevoli fin dall'inizio. Quando alzai lo sguardò era già troppo lontano per dire molte cose, le sue spalle larghe si erano mescolate fra la folla, ed io ormai ero troppo lontana. le mie chiavi giravano ancora intorno alle mie dita, che poi bloccai nel palmo. Chiusi gli occhi beandomi dell'aria fredda sul viso ed in quel momento non avevo la minima idea di cosa potesse riservarmi il futuro, ma era ben chiaro che non aveva questo in serbo per noi
Dopo aver lottato contro il suo passato Ivy sceglie di scappare da new Orleans, la città del jezz, la città dei musicisti, una città che gli aveva dato tanto, ma cucito addosso un grosso, enorme, segreto che la segnerà per il resto della sua vita. Con le sue 4 amiche del cuore che lei definisce come ombre, e si rifugiano nel prestigioso collage, dove incontrerà chi le le strapperà di dosso quel doloroso segreto, ma a che prezzo?
❤️✈️
-Dove stiamo andando ?- chiedo guardando l'orario.
-È una sorpresa, non ci metteremo molto- afferma guardando la strada.
Mi poggia la mano sulla gamba e la accarezza con dolcezza.
Siamo al mare e davanti a noi c'e un enorme villa con degli alberi secolari e dei fiori pazzeschi.
-Vieni- mi invita prendendomi la mano.
-È proprietà privata Steven- dico con tono basso.
-Stupida, è mia- dice corrugando la fronte.
-Ah- abbasso lo sguardo ridendo di sottecchi.
-Wow Steven ma è bellissimo- dico estasiata da tanta bellezza.
-Questa è la mia seconda casa. Ci vengo quando sono molto triste o troppo felice. E tu sei la prima ragazza ad entrare, lo giuro su Dafne- mi dice sedendosi sul divano.
-Non giurare, ti credo. E dimmi, ora sei molto triste o troppo felice?- chiedo mettendomi a cavalcioni su di lui.
-Troppo felice Sara, tanto da non poterti descrivere la sensazione- dice avvicinando la sua testa alla mia.
-Vediamo se dopo questo sarai più felice di come già lo sei ora- prendo iniziativa slacciandogli i pantaloni e comincio a strusciarmi. Il suo respiro diventa più pesante ed io timidamente sorrido.
-Che incantesimo mi hai fatto Stilton !?- chiede sprofondando tra i cuscini.
Comincio ad accarezzargli l'intera lunghezza, poi vado più veloce, rallento di nuovo e gli lascio un bacio alla punta.
-Sara- sussurra lentamente.
-Sono brava?- chiedo maliziosa.
Lui mi spinge verso di se ed io lo lascio fare.
-Tocca a me- mi fa voltare e sdraiare in poche mosse.
-Sei sicura che io sia il primo in tutto?-domanda ridendo.
-In che senso?- ribatto confusa.
-Sei troppo esperta, troppo abile. Guardi i porno?- chiede abbassandosi.
-Cretino, ti sembro una che guarda o ha tempo per guardare i porno?- chiedo sarcastica.
Comincia ad inoltrarsi tra le gambe con la lingua, andando sempre più sù fino ad arrivare al punto focale...