Una cravatta

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WpMetadataNoticeLast published Sat, Nov 5, 2022
<<Non sei minimamente geloso di far entrare una donna nella mia vita? Sarebbe la prima, la mia prima volta con una donna, il primo bacio, il primo assaggio>> mi chiede sfiorandomi la schiena con le dita. <<No>> rispondo gemendo mentre mi infila un dito e inizia a muoverlo, <<perché sarebbe con me, tu lo staresti condividendo con me questo momento, qualsiasi cosa sarà condivisa con me; anche quando sarete da soli, so che nella tua testa e nel tuo cuore ci sarò anche io; e lo stesso sarà per me, potrò toccarla ma nella mia testa e nel mio cuore ci sarà tu; e viceversa, potrò toccarti ma nella mia testa e nel mio cuore ci sarà lei. Anche mentre siamo io e te da soli è sempre stato così, è di questo che ho bisogno per eccitarmi, è così che mi sento completo quando amo>> continuo a fatica, sbiascicando qualche parola. <<Non hai paura che io mi innamori di lei e voglia stare con lei e basta?>> chiede. <<No>> urlo perché mentre stavo rispondendo ha infilato altre due dita; <<ogni relazione si basa sulla fiducia, e quello sarebbe come tradirmi; mi fido di te, mi fido di noi>> rispondo con l'affanno, cercando di concentrarmi sul piacere e non sul dolore. È presente un linguaggio che potrebbe disturbare.
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(Volume 2). Cristiano esplora la sua relazione e la sua sessualità. La scatola di Edo contiene un suo oscuro segreto. "Lui se la toglie e resta con la t-shirt nera attillata che gli sta da dio. Sono quasi tentato di fargliela lasciare. Passo la mano sulla stoffa, me lo gusto un attimo così. «Sei bellissimo...» Ma sentirselo dire non gli sposta l'umore. «In quanti te lo dicono a scuola, eh? Stronzo.» Gli mordo la spalla sopra il tessuto, mi piace sentire la consistenza dei muscoli. Gliela sfilo e lo guardo. Mi accascio un attimo su di lui perché è tutto troppo, e resto qui, accarezzandolo un po'. «Allora?» insisto. «Cosa» mi chiede strofinando il naso all'altezza del mio petto. «Quanti ammiratori hai, a scuola?» «Meno di quelli che hai tu. Lo sai, in questi anni, quante ragazze mi hanno chiesto il tuo Instagram?!» «Non mi sembra di aver ricevuto tutte queste gran richieste.» «E ci credo! Perché col cazzo che glielo davo!» ride, adesso, e sento quella sensazione di caldo nello stomaco che mi invade e lo bacio con una certa intensità, lui risponde, mi accarezza, e poi si ricorda di non aver ricevuto ordini e toglie le mani da me. Sorrido. «Non ti ho detto che puoi toccarmi» lo provoco, adesso. Lui mi guarda. «Dài, Cri...» mi implora e lo bacio prima che possa dire altro e lui ricambia, stando al gioco, resistendo per divertimento, iniziando a sorridere. Lo faccio distendere sul divano, mentre gli accarezzo le braccia, le spalle, mentre scivolo con le labbra sul petto, sull'addome spettacolare. «Cri...» «Sta' zitto» sorrido. Poi scendo sulla porzione di pelle sotto l'ombelico, glielo bacio in modo decisamente peccaminoso, mentre lo strizzo sopra ai jeans. «Tu stai giocando col fuoco» ride. Io torno sulla bocca, sulla sua lingua che mi promette tutte le sue intenzioni."

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