« Il tramonto non ha la forma di una fascia / ma di rovi rossi e guizzanti come fuoco », le lacrime sono figlie di un pianto così forte da arrossare gli occhi, rimane una valle asciutta e arsa dai colori caldi e soffocanti.
"Partenone" è chiaramente una provocazione. Non c'è nulla di così aggraziato e armonioso tra i versi di questa raccolta, non c'è la suggestione delle forme che un'opera di così grande magnificenza può lasciare in chi guarda. Ma tutto ciò che può contribuire a consumare una luce del suo umile splendore. Durante una pausa ai piedi della statua di Carlo Alberto, in centro a Torino, i demoni interiori approfittano del silenzio per far sentire la loro voce. « Il tempo non ritorna nulla: se è spento è spento » detto con la consapevolezza spaventosa della propria condizione, di chi non nega e non ci prova neanche.
L'opera si mantiene sullo stesso tono e poco sotto, tra l'annuncio di una tempesta imminente e il dialogo incessante con la morte del proprio io. Solamente un pallore di speranza nella lirica conclusiva, tra rimorsi e l'attesa di un presente migliore, a chiudere esattamente come tutto è cominciato: nel buio che gela ogni certezza. Perfino la donna è ostile, colei che ha sempre trasceso la realtà sensibile, adesso è Nereide, pur con la stessa inconfondibile Bellezza.
Lo stile è tagliente, fisico e concreto, ricco di immagini reali, nere e surreali, visioni e considerazioni su quanto accade. L'epicità del crollo della notte non è il momento finale, ma semplicemente una nuova vista, non meno sconvolgente della precedente.
"Sembra come fosse ieri, il giorno in cui entrai in quell'agenzia di viaggi, malinconica e taciturna.
Le valigie piene degli ultimi vent'anni della mia vita pronte a partire con me.
Cento addii che non avrei mai voluto pronunciare eppure dovevo farlo.
L'ansia come sveglie al mattino, mi teneva in allerta; sentivo il respiro scorrere come il ticchettio di un orologio.
Un vortice di malinconia e gelato su di un film triste.
Ansia e depressione anziché cereali a colazione.
La mia vita: un loop dal quale non riuscivo più a svegliarmi. "
IN REVISIONE, FINALE IN ARRIVO SETTEMBRE 2025