Story cover for EDEN by __AliceDarling__
EDEN
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Ongoing, First published Oct 07, 2022
Sognavo che tutto potesse tornare come una volta. 
Sognavo di camminare per le strade della mia città senza una mascherina sul viso. 
Di poter vivere senza aver paura. 
Di poter ricevere un abbraccio.  
Non dover aspettare un'ambulanza che non arriverà mai. 
Non dover vedere le persone che amo spegnersi davanti a me, senza poter fare nulla.  

Mio padre era sdraiato sul letto che divideva con mia mamma. Non si muoveva. Rimasi immobile per circa dieci minuti ad osservarlo, realizzando che non si sarebbe mosso più.  

Mio fratello era sdraiato sotto alle coperte. Mia madre, seduta accanto a lui sul letto, si voltò a guardarmi. Non piangeva, non sembrava spaventata, o preoccupata. Sapevamo entrambe come sarebbe finita. Andai a sedermi accanto a lei, e le presi la mano.   

 Dopo la morte di mia madre sono rimasta sola per tre giorni. Sarei dovuta morire lo stesso giorno della mia famiglia, al massimo quello dopo. E così restai letto, a fissare il soffitto, aspettando una malattia che non arrivò mai.
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il coraggio delle scelte. by alessandradurante
7 parts Ongoing
L'adolescenza è stata un tempo sospeso. Un ponte fragile tra ciò che ero e ciò che speravo di diventare. Ogni emozione aveva il peso del mondo: i dolori sembravano eterni, gli amori assoluti, le paure insormontabili. Vivevo in un limbo dove ogni respiro era un'incertezza e ogni sogno rischiava di franare. Non saprei dire quando tutto è cambiato,forse è successo piano, come l'acqua che scava la roccia. Un giorno mi sono accorta che qualcosa dentro si era spezzato, eppure, in quel caos, avevo un'ancora: la mia terra. Le radici, la voce di mia madre, il sorriso silenzioso di mio padre, nonostante la malattia lo stesse consumando. I tramonti sul mio paese mi ricordavano che, anche se fragile, appartenevo a qualcosa. Poi ho scelto di andarmene, di cercare respiro. Ma il nuovo inizio aveva un prezzo: la solitudine. Ogni cosa mi ricordava che non ero "di lì". E lì, nel silenzio, riemergevano loro: i disturbi alimentari. Non erano solo abitudini, erano prigioni invisibili. Il mio corpo era un campo di battaglia, e io la mia peggior nemica. Sapevo fingere bene, ma dentro, lentamente, mi stavo spegnendo. Poi c'era lui: una relazione solida, una persona in cui ripararmi. Ma anche l'amore, a volte, non basta,un giorno è arrivato qualcosa qualcuno; una nuova voce, una possibilità,e mi sono vista diversa. Ho provato a resistere, ma era come trattenere il fiato troppo a lungo. Intanto il lavoro e le nuove responsabilità bussavano alla porta. Tutto quello per cui avevo lottato. Ma più arrivavano conquiste, più mi sentivo lontana da me stessa, perché tutto ti può intrappolare e io avevo paura di perdermi davvero. Poi, nel buio, ho trovato qualcosa, una forza silenziosa.; non ero guarita, ma andavo avanti, ho imparato a convivere con le mie crepe e soprattutto a capire che non c'è una verità assoluta che vivere è sbagliare, cadere, rialzarsi. Oggi cammino ancora con incertezza ma ho smesso di volere essere perfetta. Mi basta essere vera.
Speak me.  by Jeisiy21
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Ero solo una bambina quando strapparono la vita di mia madre davanti ai miei occhi. Il colpo di pistola ruppe il silenzio della sera come un urlo lancinante e lei cadde a terra, spezzata come un fiore fragilizzato dal gelo. Rimasi immobile, prigioniera del terrore, mentre il suo sangue si mischiava al fango. Quello stesso giorno maledetto tornai a casa frastornata e confusa, e scoprii un'altra ferita che prese a bruciare dentro di me: avevano portato via anche mio padre. Le colonne portanti della mia infanzia erano crollate in un solo attimo. Mio padre veniva portato via in una macchina scura con luci intermittenti; per anni l'ho visto solo attraverso un ricordo offuscato, Di mia madre, invece, rimanevano soltanto le ombre che mi inghiottivano nella mia camera buia. Eppure, non ero veramente sola. Accanto a me c'erano i miei due fratelli maggiori, come sentinelle silenziose. Loro si sacrificarono per crescermi, respingendo ogni brandello di quell'oscurità e proteggendomi dagli orrori che ancora sarebbero venuti a galla. Con il passare degli anni, ogni frammento doloroso si posizionava al suo posto, e cominciai a intravedere il quadro completo di quella terribile verità. Ma rimaneva un unico dubbio a divorarmi l'anima: l'ultimo tassello mancante, l'unico segreto capace di completare il mosaico del mio destino. ⚠️questa storia contiene scene esplicite di violenza, linguaggio non adeguato ai minori e soprattutto cattiva condotta. Non intendo normalizzare le cose che fanno i ragazzi, mi dissocio da ogni tipo di atteggiamento politicamente scorretto. ⚠️ Detto questo, sedetevi e leggete. Si parte per un viaggio di non ritorno per la psichiatria. [Primo della trilogia]
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Stavo impazzendo. Più i giorni passavano più mi entravi in testa, non riuscivo proprio a capire cosa stava accadendo. Mi stavi stressando e nemmeno ne eri consapevole, ma.. non ero la sola a sentirmi così. In fine, non è stato così male soffrire tanto, se poi, tutto questo, ci ha fatti ritrovare. Non era destino star lontani e, il nostro oggi, ne è la prova.