Lo sterminatore

Lo sterminatore

  • WpView
    Reads 66
  • WpVote
    Votes 5
  • WpPart
    Parts 1
WpMetadataReadOngoing
WpMetadataNoticeLast published Tue, Feb 10, 2015
WpInfo
Non-Fiction
Giuly e Sandy erano due ragazze di 15 e 13 anni amiche per la pelle. Le due ragazze in un giorno come altri decidono di andare al parco a due isolati da casa propria, non era molto lontano, ma Giuly sentiva ancora la necessità di essere accompagnata da un adulto e mentre Sandy si girò per parlare all'amica.... il suo sorriso cedette subito diventò pallida e i suoi occhi fissavano un signore dietro a Giuly. Ella si preoccupò molto per Sandy ma aveva paura a girarsi a vedeee quel volto che le avrebbe fatto gelare il sangue. Senza dire una parola Giuly prese per mano l'amica e la riaccompagnò a casa. Ma Sandy non parlava più dallo schok che aveva subito i suoi occhi rimasero fissi nello stesso indentico punto dove aveva visto quel signore. Sandy era immobile e non parlava. quando ad un tratto qualcuno bussò alla porta. Giuly andò ad aprire ma una mano le tenne fermo il braccio e lei non riuscì a fare nemmeno un passo. Sandy le disse: "non aprire è pericoloso" ma...
All Rights Reserved
Join the largest storytelling communityGet personalized story recommendations, save your favourites to your library, and comment and vote to grow your community.
Illustration

You may also like

  • Ti terrò per mano
  • Mine
  • Escape|| Janoskians
  • Ti ODIO ma ti AMO 1 [REVISIONE]
  • BURN (in revisione)
  • Love can make you feel good💗✨
  • Il mio amore sbagliato
  • Bad - Seconda parte
  • Noi siamo destino

Dalla storia: Clara si lasciò cadere, sfinita, sulle sedie reclinabili in legno del terrazzo, sospirando. Sentiva gli occhi di Nelson addosso, ma non era più il momento di essere forte. Calde lacrime iniziarono a scendere sul suo volto mentre formulava quella semplice domanda: possibile che dopo tutti quegli anni fosse ancora innamorata di lui? Come se la sua mente volesse farsi beffe di lei, eccola che le ripoponeva il ricordo più bello e allo stesso tempo più difficile da affrontare di tutti; il loro primo incontro. Erano passati più di vent'anni ma lo ricordava come se fosse ieri. Era il primo giorno di asilo quando inciampò durante acchiapparella, sbucciandosi il ginocchio. Le veniva da piangere ed inoltre aveva rovinato i suoi pantaloni preferiti. Era ancora intenta ad osservare la ferita con le lacrime agli occhi quando una vocina disse: "sei caduta?" Era un bambino, con i capelli lisci, corti e castano chiaro, tendenti al biondo. Le sorrise sincero, porgendole una mano per alzarsi. "Si" rispose Clara afferando la sua mano. "Ora però non voglio più giocare" "Come mai?" Continuò il bambino, asciugandole una lacrima. "Ho paura" rispose lei a bassa voce, quasi timorosa. Il bambino sorrise. "Ti terrò la mano allora" Clara sorrise prendendogli la mano contenta, cacciando indietro le ultime lacrime. "Comunque io mi chiamo Cesare e da adesso saremo amici per sempre" (Completata)

More details
WpActionLinkContent Guidelines