Scherzi del destino

Scherzi del destino

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WpMetadataReadContenido adultoConcluida vie, jul 24, 2015
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Ficción
Romance
... "Questa cosa tra me e te può funzionare solo a tre condizioni" disse Bells staccando leggermente le sue labbra da quelle di Chris. "Ne dobbiamo parlare proprio ora?" chiese malizioso. "Uno: niente uscite, cene, cinema. Io e te scopiamo e basta!" continuò lei. Chris sorrise, dove era rimasta nascosta per tutto quel tempo? "Due: nessun impegno, nessuna esclusiva, tu fai quello che vuoi con chi vuoi e lo stesso vale per me..." "Mm" approvò lui baciandola, sapeva bene quello che voleva in quel momento. Bells si allontanò quel poco che bastava per guardarlo dritto negli occhi: "Tre: mai e per nessuna ragione al mondo, ti devi innamorare di me" La serietà nei suoi occhi per un istante lo destabilizzò, poi Chris tornò ad avventarsi sulle sue labbra, lei spostò la testa all'indietro, scansandolo: "MAI" ripetè "Dillo..." "Mai" sussurrò Chris, prima di reimpossessarsi delle sue labbra aperte in un sorriso soddisfatto ... Ecco un'altra bugia.
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questa storia è il seguito di "Aracnide e acrilico", si consiglia di leggerla per prima, per capire meglio la situazione :) *** Una risata divertita riempì l'aria all'improvviso, seguita da un'altra più profonda ma allo stesso tempo più bassa, come fosse attutita da qualcosa. Le treccine che quasi le riempivano la testa andavano dal celeste - che in realtà era tanto chiaro da sembrare bianco - al blu notte che era tanto scuro da apparire quasi nero. Quasi nero, come i suoi occhi; con quelle ciglia lunghissime che quando le abbassava quasi sfioravano gli zigomi e la riga di eyeliner sbavato dalla notte precedente che le rendeva lo sguardo già scuro ancora più magnetico, sensuale, profondo; con quelle iridi, ora nascoste dalle palpebre, in cui sembrava di vederci il mare anche se erano colorate coi pigmenti della terra e delle cortecce degli alberi. Aveva gli occhi chiusi e rideva come riusciva a fare solo in quei momenti, solo con lui, Anna. Teneva le palpebre abbassate per evitare di guardare nei suoi occhi e sciogliersi completamente - anche se sapeva che sarebbe successo ugualmente, senza bisogno di vedere i suoi occhi castani con quelle dannate pagliuzze dorate, senza bisogno di ammirare il velo di barba che gli ricopriva le guance, senza alcun bisogno di osservare le sue labbra con gli occhi che le brillavano come illuminati da una stella che però in quel momento non c'era. Bastava immaginare, in realtà, e si sarebbe sciolta su se stessa come se niente fosse. Sentiva le ciglia di Luca - lunghe quasi quanto le proprie - sfiorarle delicatamente la guance, mentre invece quelle labbra che tanto non cessava di immaginare rimanevano a distanza, senza toccarla ma lasciando la propria scia col respiro che sapeva di fumo di sigarette e di RedBull. «Ce l'hai ancora con me, principessa?». «Ce l'ho sempre con te, amore». *** 11150 parole.

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