Diversi da te

Diversi da te

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WpMetadataNoticeLast published Sat, Dec 10, 2022
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Fiction
Romance
Allen ha tutto ciò che può desiderare. Marion è fatta di bugie. Gabriél insegue il suo sogno ma ad ogni passo è sempre più lontano. *** Iniziò ad aprire i bottoni della camicetta, uno ad uno, fino a rivelare il reggiseno sottostante. Era di pizzo nero con un bordino bianco ed evidenziare i contorni della coppa. Marion lo percorse con il dito e scese fino al ventre. La luce era soffusa, laterale, i contorni dei loro corpi ammorbiditi anche se ancora perfettamente visibili nella penombra. Yuliya le si riavvicinò senza riuscire a guardarla negli occhi. Marion si chiese se fosse solo ansiosa. Non le era mai capitato di trovarsi in una situazione del genere, ma Yuliya sembrava perfino più goffa di lei. Le prese le mani e gliele staccò delicatamente dalla camicia, di cui teneva gli orli con la stessa fissità di una spilla.Con un sibilo leggero, anche quella stoffa bianca finì al suolo. Le passò una mano dietro la schiena e con tre dita le sganciò il reggiseno. Yuliya rimase immobile. <Tutto a posto?> le chiese Marion, <Vuoi che mi fermi?> <No. Va tutto bene.> *** Info sulle coppie: boyxgirl , boyxboy girlxgirl e qualche disagio sulla via :')
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Lia camminava lungo il corridoio della scuola con il passo silenzioso e deciso di chi sa di non voler attirare l'attenzione, ma finisce comunque per farlo. I capelli arancioni, raccolti in uno chignon disordinato da cui sfuggivano due ciocche ribelli, incorniciavano il viso a diamante punteggiato da leggere lentiggini. I suoi occhi verdi, grandi e attenti, sembravano scrutare il mondo con una curiosità prudente, come se si aspettassero sempre di essere deluse eppure sperassero ancora. Indossava jeans a vita alta che le delineavano i fianchi morbidi, una camicia bianca infilata con cura e una giacca blu scuro con le maniche arrotolate fino ai gomiti. Tutto in lei parlava di compostezza e ordine, ma anche di una femminilità che non sapeva di possedere davvero. Non era la più appariscente, né la più magra o provocante, ma aveva una bellezza sincera, fatta di sguardi intensi e piccoli gesti: il modo in cui si passava il pollice sulle labbra quando era nervosa, o come si fermava a sistemarsi i capelli anche quando nessuno la guardava. Quella mattina, con il sole che filtrava dalle finestre alte e le voci che rimbombavano attorno, sembrava ancora più luminosa. Eppure, Lia si sentiva invisibile. Invisibile ai ragazzi che le chiedevano gli appunti, alle ragazze che la fissavano come se non appartenesse a quel mondo, e a se stessa... fino a quando uno sguardo, grigio e profondo come la tempesta, la colpì da lontano. Dylan. Ma questa è un'altra storia. O forse, è l'inizio di tutto.

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